CronacaGarda

Morti per monossido, l’amico: «Avevo detto a Kurt di chiamare un tecnico»

È ancora sconvolto, tre giorni dopo la tragedia, Felice Sciannamia, il muratore che da quattro anni aiutava la coppia trovata morta a ristrutturare la casa di campagna di Lonato
A Lonato la casa dei coniugi deceduti per intossicazione da monossido - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
A Lonato la casa dei coniugi deceduti per intossicazione da monossido - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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È ancora sconvolto, tre giorni dopo la tragedia, Felice Sciannamia, il muratore che da quattro anni stava aiutando Kurt Leohnard Dommer, tedesco di 62 anni e la compagna Claudia Kirchmair, austriaca di 62 anni, a ristrutturare la casa di campagna di Lonato in cui sono stati trovati senza vita giovedì mattina, uccisi dal monossido di carbonio disperso dalla stufina che avevano acceso in bagno per scaldarsi mentre facevano la doccia.

«Io sono nato in Germania, parlo tedesco e con Kurt e Claudia avevamo un bel rapporto di amicizia. Spesso mi portavano dei regali dalla Germania, oppure ci vedevamo in Tirolo a metà strada. Quando mio figlio mi ha detto quello che era successo sono rimasto senza parole».

È lui a tracciare un profilo della coppia: «Qui conoscono quasi solo me, lui era un artigiano lei un’insegnante di sostegno, stavano insieme da alcuni anni e entrambi hanno figli dal precedente matrimonio».

Felice conosce bene la casetta «ho rifatto io il tetto, la settimana prossima avevamo appuntamento per il controsoffitto» e ricorda che «quando sono arrivati dall’Austria mi hanno chiamato perché la stufa a pellet non partiva, gli ho mandato un tecnico che ha verificato che c’erano problemi con la canna fumaria. Gli ho detto di chiamare qualcuno per verificare tutto l’impianto». Ma probabilmente l’amico non ha fatto in tempo: «Soffrivano il freddo e avevano preso quella stufina per scaldare il bagno. La avevano comprata in Germania e poi l’aveva montata Kurt direttamente».

Ora a Lonato si attende la figlia della donna per organizzare i funerali e l’eventuale rientro delle salme nei rispettivi Paesi di origine. «In quella casa ci sono ancora i miei attrezzi, ma non mi interessa più, sono senza parole per come è morto il mio amico Kurt». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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