«Era l’unica cosa che non avevamo ancora chiesto». Nel lasciarsi sfuggire questa iperbole, il sindaco Filippo Spagnoli sorride: una smorfia che tradisce la malcelata speranza di ottenere soddisfazione, ma anche sincera gratitudine, perché fino ad ora, quando ha bussato, la porta si è sempre aperta. Comunque il dado è tratto: Spagnoli ha chiesto alla famiglia dei conti Lechi, che ne è proprietaria, la maestosa, splendida e monumentale noria che, in centro al paese, presidia la roggia Molinara. Vorrebbe recuperarla e valorizzarla, ma non può perché appartiene ai conti.
Il sindaco non mira alla proprietà. Cioè: se arrivasse non opporrebbe un netto rifiuto. Più realisticamente Spagnoli spera nel permesso di restaurare e riattivare la noria, così da rianimare un vecchio e glorioso reperto, da troppi anni inutilizzato.
Come funzionava
Nel XVIII secolo, la noria (che, lo ricordiamo, sfrutta la corrente di un corso idrico per sollevare l’acqua) azionava le fontane dei giardini di Palazzo Lechi. Presa dalla Molinara e innalzata di una decina di metri, grazie alla gravità e a una condotta che si restringeva sempre più per creare maggiore pressione, l’acqua arrivava alle fontane dei Conti.
Versione mignon di quanto accadeva ai tempi del Re Sole, quando le norie pescavano l’acqua della Senna per distribuirla nei giardini di Versailles. Certo, la reggia d’Oltralpe era un’altra cosa: però anche Montirone, nel suo piccolo... Per questo sarebbe bello ridare dignità a questa reliquia del passato.
L’idea non è nuova
Nel 2009 l’allora sindaco Francesco Lazzaroni aveva pensato di sistemare la noria, trovandole pure una funzione: «Nel giardino della scuola media – aveva detto – vogliamo costruire una fontana, che potrebbe zampillare grazie alla noria. Inoltre, l’acqua sollevata potrebbe irrigare il giardino della scuola, che in estate patisce la siccità».
Pensiero stupendo, nato un poco strisciando tra i sogni di un sindaco saggio e visionario. Allora non se ne fece niente. Ora che c’è la richiesta, la palla passa ai Lechi. Spagnoli spera: sa che, contrariamente ai conti, che non tornano mai, i Conti rispondono sempre.



