Montirone ritrova le sue rogge: conclusi i lavori di restyling

Montirone ha 3 rogge: Gheda, Molinara e Pedrona. Pur non essendo famose come i canali di Venezia o i navigli di Milano, sono deliziose e caratteristiche: non perché «ogni scarrafone è bello a mamma soja», ma perché, intrufolandosi tra case e vicoli, evocano atmosfere retró che regalano quadretti d’altri tempi.
Soprattutto adesso che l’amministrazione comunale le ha tirate a nuovo con un intervento meticoloso e camaleontico, capace di adattarsi all’ambiente (vedi l’utilizzo di materiali più pregiati man mano che ci si avvicina al centro del paese). Un intervento costato tre anni di lavoro e 1.260.000 euro: 900.000 arrivati dallo Stato, 360.000 dalla Regione.
Più belle e sicure
Nel presentare l’opera finita, ieri il sindaco Filippo Spagnoli e l’assessore Alberto Stanga hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al progetto, «a cominciare dall’assessore regionale Comazzi», sottolineando che «oltre a essere più belle e sicure, ora le rogge garantiscono una maggior quantità e continuità d’acqua per l’irrigazione».
Al taglio del nastro c’erano anche gli ingegneri Giuseppe e Giulia Negrinelli, padre e figlia, che hanno progettato l’intervento: «I lavori sono proceduti per step: dopo la Pedrona, grazie al contributo di Regione Lombardia siamo riusciti a finire anche la Gheda e la Molinara».
In rappresentanza della Regione c’erano l’assessore Gianluca Comazzi e il consigliere Barbara Mazzali, che, dopo i complimenti agli amministratori («Nel ricevere il finanziamento siete stati velocissimi a realizzare l’opera»), hanno sottolineato che «questo intervento non è solo estetico, ma anche e soprattutto di prevenzione». Comazzi, inoltre, ha annunciato che a breve sarà pronto un nuovo Piano (e i relativi finanziamenti) per combattere il dissesto idrogeologico.
Ora che sono vestite a nuovo, le tre rogge vanno «vissute». Può aiutare la pista pedonale che le accompagna mentre attraversano il paese, consentendo, a chi le sa cogliere, di ammirare alcune «squisitezze», come ad esempio la splendida noria sulla Molinara o il punto in cui la Molinara scavalca la Gheda: un angolo particolare, che tutti chiamano «èl gurgù».
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