Cronaca

Monte Isola, nelle profondità del lago d’Iseo i droni aiuteranno anche i sub

L’azienda Laser Navigation Technology ha scelto il Sebino per il «Deep Sphere». «Le ricerche di persone saranno mirate, magari avessimo avuto questa tecnologia durante le operazioni per cercare la ragazza tedesca»
Veronica Massussi
Parte dal lago d'Iseo la sperimentazione del progetto con droni subacquei
Parte dal lago d'Iseo la sperimentazione del progetto con droni subacquei

Acqua, robotica, ricerca tecnologica e scientifica, da un lato, disponibilità del territorio, del gruppo Sub Monte Isola e della Protezione civile dall’altro sono le condizioni che hanno portato l’azienda Laser Navigation Technology a prediligere il lago d’Iseo e la sua isola come campo sperimentale

Sperimentazione

«Deep Sphere» è il nome del progetto, presentato ieri mattina dal titolare dell’azienda di Calcio, Roberto Navoni, anch’esso volontario dei sub che individua l’area di sperimentazione.

Le coordinate vanno da una profondità subacquea fino a 270 metri a una aerea di circa 45 chilometri quadrati. Sì perché i droni utilizzati per la sperimentazione sono utilizzabili sia come terrestri e aerei ma anche come marini e subacquei e sono gli stessi che lunedì sera hanno dato spettacolo nel cielo di Monte Isola riprendendo tematiche ittiche e lacustri.

Dal cielo al lago è un attimo quando la tecnologia è la stessa

«Nel "Deep Sphere" si potranno sperimentare diversi tipi di robotica, da quella per il Sar, Search and rescue (ricerca e salvataggio), ad altri differenti usi, necessari a piccole medie industrie che hanno bisogno di determinati test - spiega Navoni, che ha conosciuto il Sebino qualche anno fa grazie ai suoi figli che frequentavano il circolo velico dell’Ans di Sulzano -. Inizialmente ho progettato una boa robotica per le regate poi siamo arrivati ai droni subacquei; la collaborazione con i Sub di Monte Isola ha permesso di realizzare una mappatura del fondale del lago d’Iseo e di trovare dei relitti. Inoltre la scelta del Sebino è ottimale perché i fondali scendono subito ad altissime profondità, situazioni che per altri laghi o per il mare necessita di tanti chilometri lontano dalla riva».

Supporto nelle ricerche

«Magari avessimo avuto questa tecnologia anche solo poco tempo fa, per esempio quando è scomparsa la ragazza tedesca nell’alto lago, mai più ritrovata - afferma Massimo Ziliani, responsabile del Gruppo Sub Monte Isola -, in questo modo le ricerche sarebbero state mirate e sicuramente proficue. La collaborazione con Laser Navigation ci permette anche di poter sostare con l’imbarcazione in alcuni luoghi dove non si può gettare l’ancora, grazie alla tecnologia legata al Gps, e quindi poter operare per ricerche di vario genere in modo molto preciso e senza dispendio di tempo».

Fondi

Nei prossimi mesi, l’azienda di Navoni cercherà di dirigere in questo campo dei fondi ministeriali per poter proseguire con i progetti in corso e in un’ottica di contenimento dei costi. E, nello stesso tempo, di efficientamento sperimentale di cui potranno beneficiare anche altre realtà.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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