Come Brescia, anche Milano celebra il ricordo delle persone illustri morte durante l’anno. Lo fa nel famedio cittadino, dove d’ora in poi ci sarà anche il nome di un bresciano: nel pantheon dei milanesi illustri al Cimitero Monumentale ci sarà infatti Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale, nato a Travagliato. Un riconoscimento che la città riserva a donne e uomini che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, hanno contribuito a darle lustro.
Accanto a Baresi – morto il 31 luglio scorso – tra i nuovi iscritti figurano Ornella Vanoni, don Antonio Mazzi, il giornalista Bruno Pizzul, il fotografo Giovanni Gastel e l’architetto Giancarlo Consonni. Nell’elenco anche il politico e intellettuale Gianni Cervetti, l’editore Ulrico Carlo Gustavo Hoepli, l’imprenditrice Gioia Marchi Falck, la giornalista e attivista Vera Vigevani Jarach, la filosofa Luisa Muraro, l’avvocata Laura Hoesch, il partigiano e sacerdote antifascista Giovanni Barbareschi e la pioniera dell’editoria per ragazzi Rossellina Archinto Marconi.

La cerimonia
La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, che ha ricordato il contributo delle personalità celebrate alla storia della città. «Questa città custodisce riserve straordinarie di passione, di creatività, di laboriosità», ha osservato, sottolineando come il Famedio rappresenti anche l'occasione per riscoprire l'orgoglio per quanto Milano ha saputo realizzare nei diversi ambiti.
A ricordare le biografie dei nuovi iscritti è stata la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi. Le loro vite, ha spiegato, sono state guidate da ideali, passioni e impegno umano, civile e professionale, diventando esempi da custodire nella memoria collettiva.
Prima della cerimonia, Sala ha reso omaggio anche alla tomba di Umberto Veronesi, tumulato nel Famedio circa un mese fa, dopo la recente scomparsa della moglie.



