Rolfi: «Iniziamo a scrivere il primo Piano della mobilità provinciale»

Quello del prolungamento del metrò è uno dei dossier sui quali Fabio Rolfi – da vicepresidente e titolare delle deleghe a Bilancio, Trasporto pubblico locale e integrazione della mobilità in Broletto – si è messo subito al lavoro, anche perché – spiega ridendo – «in questo modo metto in pratica uno dei punti importanti del mio programma elettorale, dimostrando che su queste partite bisogna interloquire con gli altri enti, non litigarci».
Perché partire da Concesio e non, ad esempio, dal Garda?
C’è la concretezza di un’opera già inserita nel Pums del capoluogo, una infrastruttura già presente ma «incompleta» nel suo prolungamento verso nord. In questo caso, degli strumenti di programmazione ci sono già: la nostra intenzione è quindi dare attuazione rapida alle progettualità che hanno già la possibilità di essere realizzate, cogliendo le opportunità. È chiaro che questi progetti si inseriranno poi in un piano più ampio e complessivo.
La sollecitazione era arrivata anche dal Pd: realizzerete il Piano della mobilità sostenibile provinciale?
Sì, siamo già impegnati a farlo: c’è uno stanziamento a bilancio per un incarico. Si tratta di un elemento di forte novità perché di solito i Pums sono strumenti di competenza dei Comuni. Abbiamo però raccolto questo stimolo perché credo che la Provincia abbia bisogno di una visione di sviluppo della mobilità in due direzioni: da un lato il potenziamento dei servizi, in termini sia di frequenza sia di attrattività del trasporto pubblico, e dall’altro lo sviluppo infrastrutturale. Il piano lo vogliamo consegnare entro la fine del mandato: vogliamo scrivere una sorta di Pgt dei trasporti e delle infrastrutture.
Ma allora non aveva più senso attendere il piano complessivo e guardare a una programmazione generale?
Il Pums provinciale lo andremo a costruire insieme al territorio, ma intanto quel che si può realizzare e anticipare lo si avvia, così da farci trovare pronti per le prossime call ministeriali e per i finanziamenti.
Come si svilupperà il piano?
Lo stiamo costruendo insieme agli uffici della Provincia e all’Agenzia del Tpl in tre fasi: prima la raccolta dei dati per avere una fotografia aggiornata. Poi la fase di ascolto del territorio, che prevediamo possa partire a giugno oppure dopo l’estate, suddividendo la provincia in quattro quadranti: nord-est, nord-ovest, sud-est e sud-ovest. In questo modo si vanno a coinvolgere comunità locali, stakeholder, Comunità montane, operatori privati e turistici per capire quali sono le criticità. La terza fase sarà poi redazionale.
Ma se le Province non hanno neppure i soldi per fare le manutenzioni alle strade, come si pensa di finanziare questo Piano della mobilità?
L’obiettivo è arrivare a dare alla Provincia una visione di sviluppo, ma anche stabilire priorità e sostenibilità. In questo senso bisognerà capire non solo se si possono realizzare ma anche se abbiamo la capacità, appunto, di mantenerle. È chiaro che sono fondamentali l’asse tra enti, la solidità degli interventi e la capacità di cogliere le opportunità, a partire dai bandi.
In questa visione, però, è fondamentale il ruolo della Regione...
Intanto la Regione partecipa allo studio per il prolungamento del metrò a Concesio e ha dato la sua disponibilità a firmare il Protocollo d’intesa: questo è un fatto politico molto importante, perché dimostra che la Lombardia, se coinvolta adeguatamente, c’è per Brescia. Soprattutto, avere al tavolo la Regione, ci consente di condividere questo percorso fin dall’inizio.
Il fatto che la Regione sia seduta al tavolo significa che contribuirà economicamente?
Tutti gli enti che sottoscrivono il Protocollo d’intesa per Concesio contribuiranno economicamente allo studio di fattibilità. Per realizzare l’opera non serve il contributo della Lombardia: esattamente come è stato fatto per il tram, si vanno a cercare i finanziamenti nazionali.
E i fondi per la gestione?
Si ragionerà con gli enti coinvolti nel Protocollo, ma è prematuro parlarne: serve vedere l’esito dello studio di fattibilità.
Nessuno sviluppo, invece, per il quadrante ovest?
È senz’altro un tema che il Piano dovrà affrontare, a partire dal rilancio del servizio sub-urbano della Brescia-Iseo-Edolo: serve in primis un’integrazione tariffaria. Bisogna anche in questo caso tornare al tavolo con Regione, ragionando su un progetto che deve convivere con il treno a idrogeno: è inutile fare la guerra a un’infrastruttura che già esiste.
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