Metal detector nelle scuole: come funzionano e dove si usano oggi

La proposta del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di installare metal detector nelle scuole, tra quelle che presentano maggiori criticità, torna a mettere sotto i riflettori lo screening magnetico contro il fenomeno della violenza giovanile e l'utilizzo dei coltelli. Un tema che riemerge dopo la morte di Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all'interno dell'Istituto professionale «Domenico Chiodo» di La Spezia.
Sul fronte metal detector, sono due le principali modalità di controllo ipotizzabili: le cosiddette «bacchette» e i varchi a «portale» mobili.
Come funzionano i metal detector
I metal detector funzionano creando un campo elettromagnetico: quando un oggetto metallico lo attraversa si genera un disturbo che attiva un segnale e quindi l'allarme acustico. È possibile rilevare metalli ferrosi e non ferrosi, tra cui ferro, acciaio, oro, rame e alluminio. Ma i metalli ferrosi sono generalmente più facili da individuare grazie alla loro forte risposta magnetica.
Non ovunque
In Italia l'utilizzo di questi dispositivi viene sperimentato al momento solo in alcuni istituti nel Napoletano, eseguito dalle forze dell'ordine all'esterno delle scuole con le bacchette. A fare da apripista nel nostro Paese è stato un anno fa l'istituto superiore di Ponticelli, grazie ad un'intesa con il prefetto: qui le pattuglie di polizia e carabinieri in diverse occasioni sono arrivate fuori dalla scuola per fare i controlli.
E in queste ore il ministro Valditara ha specificato che lo screening con questi oggetti «non può essere generalizzato», ma potrebbe essere previsto «soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione».
Stati Uniti e Regno Unito
Negli Stati Uniti l'uso dei metal detector per gli studenti è concentrato nei quartieri delle grandi città, dove spesso si utilizzano varchi fissi e mobili. Anche nel Regno Unito è consentito effettuare controlli di questo tipo e perquisire i ragazzi per armi e altri oggetti. In aree particolarmente a rischio si sarebbe deciso per l'installazione di portali fissi nelle scuole secondarie: il costo medio di questi dispositivi supera i quattromila euro.
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