Mdpv, la droga sintetica tra i giovani: cos’è e quali sono gli effetti

Economica, facilmente reperibile e con effetti psico-fisici a lunga durata: è l’Mdpv (metilendiossipirovalerone), la droga sintetica comunemente chiamata PV, che si sta diffondendo anche nel Bresciano. Abbiamo consultato Elena Tamussi, medico specialista in psichiatria e direttore sanitario S.M.I. Gli Acrobati Concesio e Desenzano del Garda, per capire quali sono gli effetti e i motivi che spingono a farne uso.
Cos’è
L’Mdpv – che fa parte delle nuove sostanze psicoattive (NPS) – è un catinone sintetico (una molecola), creato quindi nei laboratori per replicare gli effetti stimolanti di quello organico: dopamina, seratonina e noradrenalina. Gli effetti psichici – che possono protrarsi fino alle quattro ore – includono euforia, stimolazione sessuale e aumento di energia, concentrazione e sociabilità. Caratteristiche che lo rendono attrattivo soprattutto tra gli adolescenti e i giovani adulti, nella fascia quindi di età compresa tra 18 e 25 anni.
Alla base della sua diffusione tuttavia non vi è soltanto una ricerca di sensazioni di leggerezza o di distacco temporaneo dalla realtà. Incidono anche la facilità di produzione, in quanto si tratta di droghe che si ottengono modificando leggermente le molecole di quelle già esistenti; il prezzo, spesso inferiore rispetto alle sostanze tradizionali. E infine la reperibilità, poiché la sua vendita avviene in modo anonimo su internet e dark web.
Una «sostanza degli dei», che tuttavia può essere estremamente pericolosa. Il suo uso cronico infatti può portare a danni a cuore, fegato, reni e polmoni. Oltre a effetti indesiderati quali ipertensione, digrignamento dei denti, ipertermia con brividi e sudorazione, e tachicardia che può prolungarsi fino alle otto ore.
Le nuove sostanze psicoattive
Come accennato, l’Mdpv rientra nelle NPS, ossia quei composti sintetici che sono creati per imitare gli effetti delle droghe illegali esistenti, ma con una struttura leggermente modificata per sfuggire ai controlli normativi. Ed è forse questa la chiave di successo della loro diffusione.
Le cosiddette «designer drugs» compaiono facilmente sul mercato e, almeno inizialmente, possono non essere ancora incluse nelle tabelle delle sostanze proibite. Ciò non significa che siano sicure o legali, come vengono etichettate, ma che la loro classificazione richiede tempi tecnici durante i quali la distribuzione rischia di espandersi.
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