Cronaca

I balloons si diffondono in Lombardia: i sindaci pronti a vietarli

Come accaduto a Limbiate, anche nel Bresciano si ipotizzano i divieti, dopo le evidenze della diffusione del nuovo modo di inalare protossido di azoto
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Palloncini per l'inalazione di N20 ritrovati a Poncarale - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Palloncini per l'inalazione di N20 ritrovati a Poncarale - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

I rischi per la salute sono gravi: inalare il protossido di azoto può causare danni al sistema nervoso centrale, perdita di conoscenza e alterazioni delle funzioni cognitive. Da qui l’idea pilota in Italia del sindaco Antonio Romeo di Limbiate, in provincia di Monza Brianza, di firmare un’ordinanza che prevede sanzioni amministrative e, nel caso in cui il trasgressore sia un minore, il sequestro della bombola da avviare alla distruzione, con contestuale convocazione dei genitori.

A Flero e Poncarale

«La denuncia del Giornale di Brescia di ieri su quanto accade nei parchi di Poncarale è stata un fulmine a ciel sereno. Domani, lunedì, convocherò i Servizi sociali e valuteremo con la Polizia Locale che opera in consorzio anche su Poncarale se sarà il caso di redigere un’ordinanza come quella di Limbiate a tutela della sicurezza e dell’incolumità dei nostri ragazzi» spiega il sindaco di Flero, Pietro Alberti. «Siamo a conoscenza del problema tramite i volontari che puliscono i nostri parchi. Prenderemo delle misure ma al momento non diciamo quali. Il tema ci è stato riferito e lo conosciamo» conferma pur nella riservatezza il sindaco di Poncarale Antonio Zampedri.

Dopo aver trovato molte bombolette sul territorio il 23 gennaio il sindaco di Limbiate ha firmato per primo la sua ordinanza a cui ora guardano anche altri Comuni lombardi: è vietata la detenzione e l’utilizzo di protossido d’azoto (N2O), noto come «gas esilarante» in tutte le aree pubbliche, con particolare riferimento a parchi cittadini e aree limitrofe agli istituti scolastici. Un’ordinanza che non è solo un atto burocratico, ma una testimonianza di attenzione verso i ragazzi e le famiglie: «Non vorremmo che il caso facesse più pubblicità al fenomeno invece di mettergli un argine. Ma l’impegno di un amministratore si manifesta nel presidio costante, nell’organizzazione di momenti di confronto in una collaborazione sempre più stretta tra i diversi mondi educativi. Da qui il nostro affrontare sin da ora il problema» ha rimarcato il sindaco di Flero.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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