I suoi rintocchi un tempo richiamavano i contadini dai campi e servivano a comunicare, oggi invece intendono essere messaggio e auspicio di pace e simbolo di identità collettiva e di orgoglio civico, e risuoneranno quotidianamente, a mezzogiorno, non da una chiesa tra le tante, ma dal campanile realizzato nel proprio giardino dal signor Mannere Alberti, a Molinetto di Mazzano, e inaugurato stamattina con un momento molto intenso e partecipato.
Tutto è iniziato con un regalo di un'amica di famiglia. La signora Franca Scalmana ha, infatti, donato ad Alberti una campana in bronzo da 30 chili che, in passato, scandiva la vita di campagna. E lui ripensando a quel tempo, ma pure al cannone del Gianicolo che a Roma, dal 1847, per volere di Papa Pio IX segna il mezzogiorno, ha immaginato di fare altrettanto nel suo piccolo. Per attuare l'idea però serviva anche una struttura che reggesse il bronzo, così ha eretto un campanile, in lamiera zincata, composto da due fianchi uniti alla sommità da una cupola a pagoda in rame su cui poggia un gallo segnavento, e impreziositi con decorazioni tracciate mediante lavorazioni laser.
Simboli
Osservandolo si possono scorgere il sole, segno di vita, le spighe che rappresentano il benessere, un aereo F104 monito contro le atrocità delle guerre e la croce simbolo di Cristianesimo e di pace. Alla base si trovano, invece, un cavallino rampante della Ferrari, indice di prestigio sportivo e valore ingegneristico e imprenditoriale italiano, mentre, all'interno, tra le campane, la Vittoria Alata e il leone araldico richiamano alla città di Brescia.
La costruzione, infatti, che si innalza per cinque metri e che di notte verrà illuminata con un soffuso tricolore, si compone di altre tre campane di 10, 16 e 8 chili che producono una sinfonia di carillon, ad accompagnare i rintocchi di quella più grande. Il tutto per circa un minuto, grazie ad un programma elettronico appositamente predisposto. Così il dono al singolo, in quel giardino dell'ultima casa di via Garibaldi, prima del confine con il comune di Bedizzole, diviene ora dono per tutti, per altro confermato anche stamattina all'inaugurazione ufficiale che si è fatta veicolo di messaggi di fede e di speranza, di solidarietà ed unione.
I presenti
A questa e al momento musicale che ne è seguito con anche l'esecuzione della canzone in dialetto composta per l'occasione dal cantautore Giordano, e che ha richiamato circa duecento persone, erano presenti, tra gli altri, il parroco di Molinetto, don Paolo Morbio, che ha impartito la benedizione, la vicesindaca di Mazzano Liviana Rocchi e altri rappresentati dell'amministrazione, gli alpini e i membri del comitato «Il nostro mulino» e del «Gruppo 71.07».



