Modifica dei programmi triennali dei lavori pubblici in conseguenza dell’assegnazione di un finanziamento ministeriale. È questo il tema che, nell’ultimo Consiglio comunale di Mazzano, ha catalizzato gran parte della discussione (mantenuta sempre entro toni pacati).
La scelta
«Tra luglio e settembre 2025 si è presentata la possibilità di chiedere contributi ministeriali per interventi di messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico, di strade, ponti e viadotti, e di edifici comunali con preferenza a quelli scolastici – ha spiegato l’assessore Michael Coponi – e il nostro Comune è risultato beneficiario del fondo massimo, pari a 2,5 milioni di euro. Di questi, 1,9 milioni di euro li destineremo ad adeguamento sismico ed efficientamento energetico della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII della frazione Mazzano (che si chiama come il Comune, ndr), e i restanti 600mila al municipio».
L’opposizione
«La notizia sulla scuola, di prima istanza, potrebbe far piacere a tutti, bisogna però chiedersi quali siano gli effettivi bisogni e i dati del territorio – ha obiettato il consigliere di minoranza Sofia Pelizzari di «Siamo Mazzano» esprimendo poi voto contrario –. Quest’anno all’infanzia della frazione c’erano 33 bambini, 13 passeranno ora alla primaria, quanti ne entreranno? E i numeri parlano di costante decrescita di nascite e popolazione scolastica. Come gruppo, mai avremmo usato i fondi per questo, piuttosto per ridestinare ad uso la ex primaria di Ciliverghe, oggi vuota, a casa per gli anziani, con mini alloggi. Ho letto il bando, non c’era solo il vincolo degli edifici scolastici, nulla impediva dunque di presentare un progetto per queste esigenze».
Di occasione persa ha parlato anche Alberto Tiraboschi di «Obiettivo Mazzano» (gruppo che ha poi dato voto favorevole) riferendosi però al «mancato confronto in apposita commissione per cogliere anche i suggerimenti delle opposizioni».
Trasformazione
«Il bando – ha replicato Coponi – premiava gli edifici scolastici, la citata ex primaria di Ciliverghe non è più classificata come tale, se nella nostra richiesta l’avessimo inserita oltre al municipio, che pure non è scolastico, probabilmente non sarebbe stata accolta. Abbiamo puntato sulla scuola dell’infanzia Giovanni XXIII della frazione Mazzano perché è quella che ha avuto interventi meno recenti e, anche ipotizzando che un domani non avrà più l’attuale uso, rimane comunque una struttura pubblica il cui corretto funzionamento va garantito».
Se la vicesindaca Liviana Rocchi ha parlato di «scelta di welfare, a protezione dell’infanzia», il sindaco Ferdinando Facchin ha puntualizzato: «Non stiamo costruendo una nuova scuola, ma parliamo di situazioni in essere, e c’è il tema della vicinanza dei piccoli ad abitazione e nonni. In futuro avremo un calo demografico più pesante? Trasformeremo la scuola».



