Cronaca

Pegrari: «Io a Santa Marta, forse nella stanza del futuro Papa»

Il bresciano, docente universitario, ha frequentato a lungo la residenza/hotel dove viveva papa Francesco: «Negli ultimi mesi l’ho visto molto solo»
Una delle camere di Casa Santa Marta - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una delle camere di Casa Santa Marta - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Docente universitario di storia economica e storia della moneta e della banca, il bresciano professor Maurizio Pegrari (oggi in pensione) ha frequentato a lungo le stanze dell’Archivio vaticano per le sue ricerche. «Ho iniziato negli anni Ottanta con monsignor Ottavio Cavalleri, poi dagli anni Novanta la mia attività nell’Archivio è andata di pari passo con la mia carriera accademica». Durante le trasferte romane, il professor Pegrari ha soggiornato spesso a Casa Santa Marta, la residenza/hotel all’interno della mura vaticane dove viveva papa Francesco e dove in questi giorni risiedono i cardinali riuniti per il Conclave.

Professor Pegrari, lei potrebbe aver dormito nella stanza occupata dal futuro papa.

«È indubbiamente una suggestione emozionante. Una volta ero in una camera allo stesso piano di Francesco».

Lo ha mai incontrato?

«Sì, ma sono stati incontri molto formali, giusto un saluto e niente più. Anche perché l’indicazione (oltre al buon senso personale) era di rispettare la privacy del pontefice».

Le sarà anche capitato di pranzare o cenare con lui presente in sala?

«Certamente, i posti non sono liberi, ma assegnati. Può quindi capitare di essere a tavola con laici o con religiosi. Il papa mangiava in una zona più defilata. Anche in questo caso non ci si poteva avvicinare per disturbarlo. Vorrei però fare una considerazione».

Ci dica.

«Nei primi anni dopo la sua elezione, Bergoglio mangiava con molte persone attorno a lui, il clima era sempre molto sereno. Negli ultimi anni la scena si presentava molto diversa, il papa era a tavola solo con un sacerdote, probabilmente il suo segretario. In pochi anni la situazione è completamente cambiata».

Ora con il conclave in corso, siamo in attesa del nuovo papa, lei per chi tifa? Se così possiamo dire.

«Io punto su un italiano, anche se il suo nome (a mio avviso) non è tra quelli dei papali che sono circolati in questi giorni».

Un nome a sorpresa quindi.

«Esatto, indubbiamente il nuovo pontefice avrà un compito molto, molto impegnativo. Lo è sempre per il successore di Pietro, ma stavolta lo sarà particolarmente. Anche perché il pontificato di Bergoglio è stato uno spartiacque da molti punti di vista».

Papa Francesco è stato un pontefice molto carismatico, ma ora servirà una figura che rimetta ordine anche nella curia romana, per fare solo un esempio.

«C’è la gestione della curia romana, fondamentale per la Santa Sede, e poi ci sono le varie questioni economiche, per evitare che accadano episodi come quello del palazzo di Londra. Se dovessi indicare un pontefice come riferimento, direi che il modello è quello di Paolo VI, spero vivamente che il nuovo papa sia montiniano».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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