Inter e Milan hanno presentato il progetto del nuovo San Siro: si chiamerà Generali Stadium, avrà la forma di un catino sopraelevato su un podio, con un profilo esterno diagonale e il nome della compagnia assicurativa ben visibile sulla facciata. Un impianto «chiamato a raccogliere l’eredità» della struttura storica, e «a diventare un nuovo segno riconoscibile della città nel mondo». A dirlo è Debora Massari, assessora regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda.
I riflessi sul turismo
«Il Santiago Bernabéu di Madrid ha accolto 1,6 milioni di visitatori in una sola stagione attraverso il tour dello stadio – sottolinea –. È la prova che oggi un grande impianto vive ben oltre i novanta minuti di una partita. Le persone vi entrano per conoscere una storia, visitare un museo, partecipare a un evento, respirare l’atmosfera di un luogo che sentono familiare anche senza averlo mai visto prima».
L’obiettivo, secondo Massari, dev’essere quello di «creare un legame stabile tra il nuovo stadio e la proposta turistica regionale, affinché chi arriva a Milano trovi motivi per fermarsi più a lungo e conoscere il resto della Lombardia: i laghi, le città d’arte, le montagne, i territori del gusto e dell’artigianato. La notorietà internazionale della città produce valore quando riesce a generare movimento, presenze e nuove scoperte anche oltre i suoi confini. Il Generali Stadium può diventare molto più di una casa per il calcio. Può essere una destinazione aperta tutto l’anno, un palcoscenico per grandi eventi e uno degli spazi attraverso cui la Lombardia si racconta al pubblico internazionale».



