Ogni mattina migliaia di bresciani lasciano il proprio Comune per andare a studiare altrove. C'è chi percorre pochi chilometri, magari da Gussago a Brescia o da Lonato a Desenzano, chi attraversa una valle per raggiungere Breno e chi invece esce dalla provincia diretto verso Milano, Bergamo, Verona o altre città.
A fotografare questi spostamenti è la nuova matrice sul pendolarismo per motivi di studio pubblicata recentemente dall'Istat e relativa al Censimento 2021. I dati si riferiscono al 31 dicembre di quell'anno e prendono in considerazione le persone che raggiungono il luogo abituale di studio almeno tre giorni alla settimana, partendo dalla propria abitazione e facendovi ritorno in giornata.
La particolarità del database è il livello di dettaglio: per ogni spostamento sono indicati il Comune di residenza e quello in cui si studia. È quindi possibile ricostruire non soltanto quanti bresciani si muovono, ma anche le principali direttrici percorse ogni giorno.
Studio fuori dal proprio Comune
La matrice registra 205.179 persone residenti in provincia di Brescia che si spostano abitualmente per motivi di studio. La maggioranza, 131.429, pari al 64,1%, studia nello stesso Comune nel quale risiede. Le altre 73.750, il 35,9%, hanno invece come destinazione un Comune diverso. Nella grande maggioranza dei casi lo spostamento rimane all'interno dei confini provinciali: sono infatti 65.083 i residenti bresciani che studiano in un altro Comune della provincia. Altri 8.667, pari al 4,2% del totale, hanno invece il proprio luogo abituale di studio fuori dal Bresciano.
In altre parole, più di un bresciano su tre tra quelli censiti dalla matrice per motivi di studio deve o vuole cambiare Comune. Il dato comprende studenti di livelli di istruzione diversi, compresi gli universitari: la matrice pubblicata dall'Istat non consente però di distinguere elementari, medie, superiori e università. Per questo i numeri descrivono complessivamente il pendolarismo per studio e non possono essere attribuiti a un singolo segmento scolastico.
Brescia è il grande polo
Se si guarda non più al luogo di partenza, ma alla destinazione, la geografia dello studio bresciano appare fortemente polarizzata. La città accoglie 29.552 studenti residenti in un altro Comune. È un numero notevolmente superiore a quello di qualsiasi altro centro della provincia e restituisce la dimensione del ruolo esercitato dal capoluogo.
Le direttrici più trafficate arrivano soprattutto dalla cintura urbana. Gussago è il primo Comune di provenienza, con 1.102 studenti diretti a Brescia, seguito da Concesio con 904, Castel Mella con 769, Botticino con 763 e Rezzato con 754. Sono flussi che delineano una sorta di bacino scolastico metropolitano attorno alla città. E appena fuori dalle prime cinque direttrici compaiono anche Travagliato, Ospitaletto, Roncadelle, Castenedolo e Nave.
Gli altri poli dello studio
Ma Brescia non è l'unico polo capace di attirare studenti oltre i propri confini comunali. Al secondo posto provinciale si trova Salò, dove arrivano 2.665 studenti da altri Comuni. Il suo bacino è fortemente legato al Garda e alla Valsabbia: le principali provenienze sono Gavardo, con 321 studenti, Toscolano-Maderno con 227, Vobarno con 189, Roè Volciano con 186 e San Felice del Benaco con 155. Segue Desenzano del Garda, con 2.538 studenti in ingresso. La direttrice principale è quella da Lonato del Garda (533 studenti), seguita da Sirmione con 281, Calcinato con 193 e Bedizzole con 175. La quinta provenienza dice però qualcosa in più sulla capacità attrattiva del polo desenzanese: 137 studenti arrivano da Castiglione delle Stiviere, quindi dalla provincia di Mantova
Anche Palazzolo sull'Oglio, con 2.448 studenti provenienti da altri Comuni, attira studenti da fuori provincia. Le principali direttrici sono da Capriolo, 232 studenti; Pontoglio, 209; Cologne, 187; Castelli Calepio (in provincia di Bergamo), 186; e Chiari, 182. Quinto polo è Chiari, che accoglie 2.234 studenti da fuori Comune. Le maggiori provenienze sono Palazzolo sull'Oglio con 220, Rovato con 208, Castrezzato con 181, Castelcovati con 179 e Cologne con 166. Numeri che disegnano con grande chiarezza un polo di riferimento per l'Ovest bresciano.
Subito dietro c'è Lonato del Garda, con 2.097 studenti in ingresso. Le direttrici principali arrivano da Desenzano, con 281 studenti, Calcinato con 276, Castiglione delle Stiviere con 267, Montichiari con 200 e Bedizzole con 161. Il grande polo della Valcamonica è Breno, con 1.919 studenti provenienti da altri Comuni: le cinque provenienze maggiori sono Darfo Boario Terme, con 252 studenti, Esine con 126, Piancogno con 113, Bienno con 100 e Pisogne con 82.
Quasi 8.700 bresciani studiano fuori provincia
C'è poi un altro pezzo della mobilità studentesca: quello di chi lascia completamente la provincia. Sono 8.667 i residenti bresciani che, secondo la matrice, hanno il proprio luogo abituale di studio fuori dal Bresciano. La destinazione principale è Milano, raggiunta da 1.680 studenti bresciani. Seguono Cremona con 1.124 e Bergamo con 1.094. Verso Verona si dirigono 841 studenti. Tra le altre destinazioni emergono inoltre Castiglione delle Stiviere e altri centri lombardi, veneti e trentini.
Anche in questo caso il dataset non dice quale scuola o università frequenti ciascuno studente e non permette quindi di stabilire quanti di questi 8.667 siano universitari. La geografia delle destinazioni offre però delle nette indicazioni. Tra le città che attraggono studenti bresciani fuori provincia compaiono infatti alcuni dei principali poli universitari del Nord Italia, da Milano a Bergamo e Verona, fino a Trento, Padova e Pavia. È dunque plausibile sostenere che siano in maggior parte studenti universitari quelli che escono dalla provincia.




