Manifestazione contro il Ddl Sicurezza: 800 persone in corteo a Brescia
Manifestazione degli antagonisti contro il Ddl Sicurezza: centinaia le persone che nel pomeriggio di sabato si sono ritrovate in piazza della Loggia, «simbolo delle lotte sociali e politiche», per esprimere il proprio dissenso contro il disegno di legge voluto fortemente dal Governo Meloni.
Le realtà partecipanti
Sono circa quaranta le realtà del territorio, tra centri sociali, partiti, sindacati di base e collettivi, che si sono dati appuntamento in piazza Loggia, solitamente off-limits per questo tipo di manifestazioni. La Questura di Brescia, infatti, aveva prescritto ai manifestanti di partire da piazza Vittoria. Ma così non è stato.
La manifestazione si è quindi conclusa poco prima delle 18 a San Faustino.
Il corteo
Presenti circa 800 manifestanti. Tra musica, slogan e striscioni non sono mancati gli interventi da parte di molti giovani ma anche di esponenti politici e di attivisti come Umberto Gobbi, Giorgio Cremaschi, Dino Greco e Gabriele Bernardi del Magazzino 47. Tutti hanno parlato di repressione nei confronti di chi lotta per i diritti sociali e civili. Ma anche di un tentativo autoritario del Governo Meloni di marginalizzare i poveri, i lavoratori e i migranti.
Infine non sono mancate pesanti critiche al questore e alla sindaca Laura Castelletti in merito alla decisione di considerare piazza Loggia off limits per questo tipo di manifestazioni. Durante il corteo, iniziato comunque in piazza Loggia, non si sono registrati problemi dal punto di vista dell'ordine pubblico. Inevitabili invece i disagi alla viabilità sia in centro sia sulla circonvallazione. In modo particolare lungo via Tartaglia.
La nota della Lega
Nelle ore successive alla manifestazione il segretario cittadino della Lega di Brescia Michele Maggi ha fatto sapere tramite una nota che «gli amici di estrema sinistra» della sindaca Castelletti, secondo loro, «ancora una volta si atteggiano a padroni della città violando le direttive della Questura e il divieto di manifestare in piazza Loggia. Rifondazione comunista, Brescia Pride, Magazzino 47 e altre sigle di sinistra vicine alla maggioranza si sono fatte beffa del divieto di utilizzare la piazza simbolo di Brescia. Divieto voluto dalla stessa sinistra che evidentemente lo attiva a fasi alterne acconsentendo di fatto l’uso di piazza Loggia tramite un silenzio assenso assordante. Questo modo di procedere è sinonimo di tolleranza per atteggiamenti irrispettosi verso le istituzioni e dimostra una evidente incoerenza con i proclami democratici che spesso vengono lanciati e i dibattiti in Consiglio comunale. Non sfugge a nessuno peraltro la vicinanza tra alcuni esponenti della maggioranza che sostiene Laura Castelletti e le sigle dell’estrema sinistra che hanno promosso questo ennesimo presidio». Secondo Maggi serve da parte della sindaca una netta presa di posizione. «Le chiediamo di far rispettare le regole dettate dalla città e dalla sua stessa maggioranza. Le parole non bastano più, saper governare significa anche realizzare i fatti».
La sindaca
La risposta di Laura Castelletti non ha tardato ad arrivare. «La Lega le spara a raffica contro di me, dicendo che lascio manifestare in piazza Loggia gli antagonisti; gli antagonisti le sparano a raffica contro di me perché non li faccio manifestare in piazza Loggia. Viviamo in un mondo curioso! Le visioni estreme si scontrano su palazzo Loggia e non annunciano nulla di positivo. La Giunta, all’inizio 2024, rinnovando una decisione decennale presa con il Prefetto dell’epoca, ha ribadito l’uso di piazza Loggia solo per alcuni appuntamenti unitari, nei quali la città è protagonista con il patrocinio del Comune (25 aprile, 1 maggio, 28 maggio, 4 novembre) e identifica come luoghi del manifestare piazza Vittoria, Largo Formentone, il quadrante di piazza Paolo VI. Il tavolo provinciale Sicurezza e Ordine Pubblico della Prefettura ha indicato, anche per oggi, l’applicazione di tale delibera da parte delle forze dell’ordine. Maggi sa molto bene che è in capo al Ministero degli Interni, non al Comune, il controllo delle piazze durante le manifestazioni politiche. Parlare di amici o nemici è una logica assurda che non mi appartiene».
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