Si chiama «Monti del Fiurìt» e pone le malghe al centro del futuro della Valgrigna. In un’area che vede nell’agricoltura di montagna, nella natura e nell’ambiente una risorsa fondamentale, Legambiente Lombardia, insieme al Bio-distretto Vallecamonica e al Comune di Gianico, con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha messo in campo un progetto per ripensare il futuro della montagna partendo dalle strutture rurali, per valorizzare il patrimonio di malghe e alpeggi come leva di sviluppo sostenibile del territorio. L’iniziativa nasce all’interno del bando Montagne in transizione e si propone di accompagnare la media montagna verso una nuova fase.
Presìdi del territorio
Le malghe sono il fulcro del progetto non solo come luoghi di produzione agricola, in particolare dei formaggi e altri derivati dal latte, come il «fiurìt», ma anche presidi del territorio, custodi di biodiversità e potenziali motori di un turismo sostenibile e destagionalizzato. «Monti del Fiurìt – dare valore all’Area Vasta Valgrigna a sud dell’Adamello» intende rafforzarne il ruolo, sostenendo gli operatori, sia allevatori sia gestori, promuovendo nuove forme di fruizione legate alla filiera corta e all’esperienza autentica della montagna. Il progetto si svilupperà nei prossimi mesi attraverso un percorso che coinvolgerà Amministrazioni, associazioni, imprese e cittadini con momenti di formazione e confronto, per costruire nuove opportunità per il territorio.
L’appuntamento
La presentazione sarà domenica alle 10.30 a Gianico, nell’ambito della Festa di primavera, e rappresenta il primo passo pubblico del percorso.
Il programma prenderà il via alle 10 con l’apertura della festa in piazza Roma, mentre a mezzogiorno ci sarà un assaggio di polenta e «fiurìt»; nel pomeriggio laboratori per bambini, concerti e torneo di briscola. «Il punto di partenza del progetto è il cambiamento climatico – dicono i promotori -, che sta modificando le aree montane, in particolare a quote intermedie. La riduzione della neve sta mettendo in crisi modelli tradizionali legati al turismo invernale, rendendo necessarie nuove prospettive. È in questo scenario che si inserisce la Valgrigna, un’area ricca di boschi, pascoli e malghe ancora attive».



