Cronaca

Lumezzane, l’opposizione incalza il sindaco sul torrente Gobbia

Presentata un’interrogazione dal gruppo guidato da Valeriano Gobbi: «Un risanamento complessivo deve essere dimostrato». Il primo cittadino rivendica il lavoro svolto in questi anni
Angelo Seneci
Il torrente Gobbia
Il torrente Gobbia

«Come sta il Gobbia?». Il gruppo di minoranza Lumezzane Vale, con il capogruppo Valeriano Gobbi, ha chiesto – attraverso un’interrogazione – quale sia l’effettivo stato di salute del torrente, dopo che il sindaco Josehf Facchini ha dichiarato qualche tempo fa che «il Gobbia è tornato vivo».

L’accusa

«Non neghiamo i risultati ottenuti dall’Amministrazione, dagli uffici e dalle imprese che hanno investito per ridurre l’impatto ambientale – ricorda Gobbi –. Ma proprio perché riconosciamo questi progressi, chiediamo che vengano raccontati per quello che sono, senza trasformarli nella certificazione di un risanamento complessivo che deve ancora essere dimostrato. Servono dati ufficiali e trasparenza, non dichiarazioni rassicuranti che rischiano di creare aspettative non giustificate». Quindi per il gruppo di opposizione i miglioramenti ottenuti non possono essere utilizzati pubblicamente come prova del completo recupero del corso d’acqua, definito «abitabile e vivibile».

«I dati richiamati nell’interrogazione – ricorda Gobbi – mostrano una situazione più complessa rispetto alle dichiarazioni pubbliche. Il monitoraggio delle cinque sonde riguarda principalmente temperatura e conducibilità: informazioni utili, ma insufficienti, da sole, a stabilire lo stato ecologico complessivo del torrente». Dunque se miglioramenti ci sono stati, per la civica l’indicatore biologico è ancora lontano dalla classificazione «Buono».

Scarichi fognari

Rimane inoltre aperta la questione degli scarichi fognari e della realizzazione del collettore di competenza di Acque Bresciane, un intervento fondamentale per affrontare le criticità presenti. «Non si può prendere un dato positivo, un’osservazione isolata o il miglioramento di un parametro e trasformarli nella fotografia dell’intero torrente. È proprio qui che nasce la nostra contestazione». Per Lumezzane Vale la questione è prima di tutto di responsabilità istituzionale.

La situazione precedente del torrente Gobbia - © www.giornaledibrescia.it
La situazione precedente del torrente Gobbia - © www.giornaledibrescia.it

«Stiamo chiedendo una cosa semplice – aggiunge Gobbi –: che ai cittadini venga detta la verità, distinguendo i risultati già accertati dagli obiettivi ancora da raggiungere. Lo stato ecologico "buono" rimane infatti un obiettivo indicato per il 2027, non un risultato che possa essere dato per acquisito sulla base degli elementi in possesso. La trasparenza non consiste nel raccontare soltanto ciò che rassicura. Consiste nel dire anche ciò che ancora non funziona. Il Gobbia è migliorato, ma il percorso di risanamento non è concluso. E i cittadini meritano di saperlo».

La risposta

Di diverso avviso il primo cittadino Josehf Facchini che rimarca come il lavoro di squadra tra Ufficio ambiente, Polizia locale, Arpa e Nucleo dei Carabineiri forestali abbia prodotto risultati positivi. «Da quando ci siamo insediati sette anni fa – dice Facchini –, il monitoraggio del Gobbia è diventato una priorità. Abbiamo installato sonde lungo il corso d’acqua, con tecnologia capace di agire in tempo reale. Anche lo scorso aprile abbiamo stanziato una somma ulteriore per verificare l’evoluzione del progetto. Il risultato è che siamo risaliti in classifica regionale centrando dati mai visti prima».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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