Oggi quattro treni al giorno e una stazione da rimettere in corsa. Domani, si spera, la svolta per pendolari e studenti: giugno 2027 è l’orizzonte indicato dal sindaco Nicola Bianchi per il debutto sperimentale della S32, la futura linea suburbana tra Sebino e Garda, con Lonato tra le fermate della prima fase. A portare il tema in Consiglio è stato Lorenzo Lancini, con un’interpellanza sul futuro del servizio e sui collegamenti tra ferrovia, frazioni e lago. Il punto di partenza è un’offerta ridotta all’osso: quattro treni nei feriali e due nei festivi, oltre agli autobus sostitutivi. Nei feriali, soprattutto, manca un treno mattutino verso Brescia. Anche per Bianchi le corse attuali sono «decisamente insufficienti».
La risposta attesa si chiama S32: un nuovo servizio suburbano promosso dalla Regione, allo studio con Rete ferroviaria italiana e Trenord, per collegare Sebino e Garda attraverso Brescia. Il disegno completo punta da Paratico-Sarnico a Peschiera; la prima fase verso il Garda avrebbe invece capolinea a Desenzano, con fermata a Lonato. Per proseguire in Veneto serve ancora l’accordo sul cofinanziamento del servizio.
L’offerta
Bianchi ha prospettato circa 35 corse giornaliere nelle due direzioni, con passaggi ogni ora o mezz’ora. A rendere possibile il salto sarebbe l’apertura dell’alta velocità Brescia-Verona: i treni a lunga percorrenza lascerebbero spazio sulla linea storica ai collegamenti locali.
Giugno 2027 resta perciò una previsione legata all’avanzamento dei lavori, non una partenza già fissata. L’assessore Giuseppe Borgese ha ricordato il confronto con Provincia e Regione, avviato già dalla precedente amministrazione Tardani, e la raccolta firme promossa nel marzo 2025 da Andrea Gallina per potenziare il servizio sulla linea storica.
Lancini, dai banchi della minoranza, chiede che il Comune presidi questa fase, faccia squadra con le altre amministrazioni e tuteli la fermata lonatese fin dall’avvio. Soddisfatto delle risposte, mantiene una cautela: «Speriamo che stavolta sia davvero l’anno zero». E insiste sull’accessibilità della stazione: più treni servono se i cittadini riescono a raggiungerli. Il consigliere ha annunciato che tornerà a chiedere aggiornamenti nei prossimi mesi.
Servizio urbano
Da qui il secondo fronte: ripensare gli autobus in coincidenza con le corse ferroviarie. Bianchi ipotizza navette dalle frazioni, compatibilmente con il bilancio, collegamenti con i pontili di Desenzano e Padenghe e l’estensione del servizio urbano desenzanese fino alla stazione di Lonato, con un collegamento diretto all’ospedale.
Nel passaggio sui servizi sanitari anticipa anche il ritorno dei Colli, «che tornerà nella sua sede originaria». Nel quadro della mobilità integrata trovano posto anche una possibile ciclostazione e l’integrazione dei titoli di viaggio, per utilizzare treni e autobus con un unico biglietto o abbonamento.



