L’impresa è ciclopica: mettere insieme Comune, Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti), Istituto superiore Capirola, Istituto comprensivo, parrocchia, collettivo artistico InEssere, Fondazione Comunità Bresciana, Bcc Agrobresciano, Lions club Diavoli Rossi e Gruppo alpini. C’è riuscita Margherita Sommese, presidente di Nexus Aps, che sta organizzando
«A occhi chiusi. Il mondo respira», progetto che, all’interno del percorso «Arké – I 5 sensi», prevede una lunga e variegata serie di iniziative: da un incontro dedicato a san Francesco (con visita teatralizzata alla cascina Santa Maria) al Tunnel sensoriale (percorso immersivo al buio che accompagna i visitatori, guidati da persone non vedenti, alla scoperta di tatto, olfatto, udito e gusto), passando per «Oltre il Tunnel»: conferenze, concerti, visite teatralizzate e serate letterarie pensati per approfondire i temi di luce, buio e percezione. «Il Tunnel è un’esperienza semplice ma radicale – anticipa Sommese –, che in pochi minuti cambia il modo di guardare (o sentire) il mondo. Da soli non avremmo potuto fare nulla: il progetto è nato dal lavoro di tante persone e realtà diverse. Il merito è di tutti loro».
Il programma
La macchina organizzativa gira già da alcuni mesi: i prossimi giorni, però, saranno splendidamente infernali, perché c’è da mettere a punto i particolari, perché tra qualche settimana tutto deve essere pronto. Le date e i (tantissismi e gratuiti) eventi sono elencati qui.
In loro attesa ricordiamo alcuni aspetti. Innanzitutto il fatto che, ideato dalle sezioni di Bergamo e Brescia dell’Uici, il Tunnel resterà aperto fino al 1° novembre: martedì, mercoledì, giovedì e sabato mattina per le scuole; nei pomeriggi e weekend per gruppi, famiglie e cittadini (info e prenotazioni: telefono e Wa 331.763 4299).
Eppoi il fatto che il Tunnel è in allestimento nell’Officina di Piazza Roma, già capannone di un gommista. Chiusa l’attività, il capannone è rimasto inutilizzato fino a quando i Cantieri Teatrali Arcioni l’hanno chiesto per una rassegna teatrale: il proprietario non s’è fatto pregare e l’ha prestato. Cosa che ha fatto anche per questo progetto. Che, dunque, ha anche il merito di valorizzare un edificio che sembrava destinato all’oblio.



