Cronaca

Come l’Ai rende più inclusiva l’app che trasforma i quadri in musica

A un anno dalla nascita a Moniga, MultiArt si trasforma in uno spazio di collaborazione creativa: introdotto un format per ipovedenti e non vedenti
Alice Scalfi
Le immagini si trasformano in musica grazie a un algoritmo - © www.giornaledibrescia.it
Le immagini si trasformano in musica grazie a un algoritmo - © www.giornaledibrescia.it

Un’app che dà voce alle opere d’arte (e a qualunque altra immagine), traducendole in musica: MultiArt, nata un anno fa a Moniga, celebra il suo primo anniversario introducendo l’intelligenza artificiale e trasformandosi in uno spazio di collaborazione creativa. Un’evoluzione che la rende anche più inclusiva, grazie a un format ideale per ipovedenti e non vedenti. Le novità dell’applicazione sono state presentate settimana scorsa.

Il progetto

Il collettivo The DouglaS MortimerS - © www.giornaledibrescia.it
Il collettivo The DouglaS MortimerS - © www.giornaledibrescia.it

«L’arte non è solo qualcosa da vedere, ma da sentire, da vivere», spiega Fabio Rebuschi, presidente del collettivo The DouglaS MortimerS, che ha ideato il progetto insieme a Mauro Maisel Zuliani e Igor Costanzo. MultiArt è nata con l’obiettivo di rendere accessibili quadri, fotografie e disegni anche a chi non può percepirli visivamente. Basta inquadrare un’immagine con la fotocamera dello smartphone e l’app la traduce in una melodia unica e originale, grazie a un algoritmo proprietario che associa i colori alle note musicali. MultiArt è disponibile per iOS e Android in 170 Paesi e cinque lingue e si può scaricare gratuitamente dagli store digitali. Il progetto ha già raggiunto migliaia di utenti in tutto il mondo e ora si evolve con una versione 2.0, che introduce nuove funzionalità e un’interfaccia rinnovata.

Condivisione

«Vogliamo che MultiArt diventi un vero e proprio spazio di condivisione – aggiunge Rebuschi –. Gli utenti potranno registrare e condividere riflessioni vocali, interagire tra loro e persino lasciare un like alle opere sonore generate». L’intelligenza artificiale permetterà anche un accesso più immediato, grazie a modalità vocali che rendono l’esperienza più fluida, soprattutto per chi ha difficoltà motorie o visive.

Alla realizzazione della app hanno partecipato più di cinquanta artisti, tra cui il violinista Stefano Zeni, il violoncellista Marco Remondini e il maestro Edmondo Mosé Savio. «È una sfida entusiasmante – racconta Savio –. Stiamo lavorando per far sì che ogni suono sia un’interpretazione fedele dell’opera d’arte, cercando di mantenere un equilibrio tra tecnologia e sensibilità artistica».

La serata

L’evento di presentazione si è svolto all’Agriturismo 30 di Moniga, con una serata che ha trasformato in esperienza dal vivo quello che MultiArt realizza in digitale. La musica di Zeni e Remondini ha accompagnato le opere di Mauro Maisel, mentre Francesco Sainato ha dato voce a testi e letture. Il tour di MultiArt proseguirà nei prossimi mesi, con appuntamenti dedicati alla scoperta di nuove forme di espressione tra suoni, immagini e parole.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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