Leno, nuovi spazi al Capirola: inaugurate due aule speciali

Spesso quantità e qualità viaggiano su binari contrapposti. Pare siano inversamente proporzionali: al calar dell’una cresce l’altra, e viceversa. Un esempio arriva dall’Istituto superiore Capirola, dove l’oramai cronico calo demografico ha consentito di liberare due spazi che, dopo un corposo restyling, sono stati trasformati in aule «speciali» che hanno una ricaduta positiva sulla didattica.
Ieri, alla presenza del dirigente scolastico Gianmarco Martelloni, del sindaco Cristina Tedaldi, dell’assessore Nicola Berardi, dei familiari delle persone a cui sono state dedicate, di alcuni docenti e di molti studenti sono state inaugurate un’aula inclusione intitolata a Irene Zani (già studente del Capirola) e un’aula multiuso dedicata a Giuliana Osio, ex insegnante di spagnolo.
Al passo coi tempi
In verità il calo demografico è solo il pretesto per un’operazione che si sarebbe fatta comunque: un cambiamento che, fortemente voluto dal dirigente scolastico, testimonia la capacità del Capirola di trasformarsi per rimanere al passo coi tempi. Tutto è iniziato con lo spostamento della segreteria nella cosiddetta «palazzina rosa». Il trasloco ha liberato due grandi spazi che, per una spesa di 12-13.000 euro, sono stati attrezzati e impiegati per altro. Uno è diventato un’allegra e funzionale aula inclusione, l’altro un’aula lettura-biblioteca-multiuso: uno spazio camaleontico, che può essere utilizzato per le mille necessità che quotidianamente opprimono una scuola.
«Si pensi – ha detto Martelloni – agli studenti che, al mattino, arrivano presto con il pullman. I quali col brutto tempo non sanno dove andare. Oltre che come biblioteca e sala riunioni, questo spazio può accogliere anche loro». Idem per l’aula inclusione, simpaticamente allestita con 12 postazioni componibili a cui è stato dato il nome delle isole del Dodecaneso (Rodi, Kos, Karpathos, Kalymnos...) con cui il Capirola è gemellato. I costi sono stati divisi in due: metà al Capirola, metà al Comune, che, pur non essendo obbligato perché gli istituti superiori sono della Provincia, s’è fatto carico della spesa. «È che noi vogliamo bene a questa scuola», hanno confessato sindaco e assessore, due ex capirolini che non nascondono questa loro simpatia.
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