L’appello ai sindaci d’Italia: «La fraternità sia impegno concreto»
Costruire una rete ispirata dal principio di fraternità, con l’istituzione di tavoli di lavoro locali che includano gli attori sociali del territorio, le associazioni di rappresentanza dei cittadini e del terzo settore. Una rete che veda come promotori gli amministratori locali, perché rappresentano il livello istituzionale più vicino alle persone; quindi il livello istituzione che meglio conosce i problemi e le difficoltà della nostra società, ma anche le potenzialità e le ricchezze.
I principi
Un obiettivo indubbiamente ambizioso, ma anche molto concreto, del resto affonda i suoi principi ispiratori nella Fratelli tutti di papa Francesco. L’iniziativa è della fondazione che trae origine proprio dall’enciclica sociale del pontefice argentino in collaborazione con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani; iniziativa rivolta, appunto, alle oltre 8mila amministrazioni comunali italiane. Il percorso comune «mira al sostegno e alla diffusione della cultura della collaborazione e dell’integrazione di tutti gli attori pubblici - tra i quali i Comuni - che compongono l’ecosistema istituzionale, in un contesto di leale collaborazione inter-istituzionale a tutela del bene comune».
Un progetto che parla anche bresciano, i responsabili delle sezione «enti locali» della Fondazione Fratelli tutti sono Pierangelo Milesi (vice presidente nazionale delle Acli) e Luca Masneri (sindaco di Edolo); e che scaturisce da una iniziativa della Fondazione, che nel giugno 2023 ha organizzato il primo Incontro mondiale sulla fraternità umana - World Meeting on Human Fraternity. Praticamente, si mette in campo un’attività di sensibilizzazione nei Comuni per l’adozione di un ordine del giorno (da votare in Consiglio) che impegni nell’organizzazione di tavoli ed eventi nei territori.
Come ha sottolineato il cardinale Mauro Gambetti, presidente della Fondazione Fratelli tutti, durante la presentazione, «non ci può essere ambito più efficace di questo per far sviluppare tale cultura della fraternità. Le amministrazioni locali in questo sono le più impegnate, sono al fronte e a contatto con la popolazione».
La condivisione di questi principi e del metodo può «creare un movimento del popolo orientato alla diffusione di tale cultura che nella concezione di papa Francesco, e nella nostra, è l’orizzonte nel quale si possono immaginare, per il futuro, degli sviluppi per l’umanità che siano corrispondenti alla natura dell’uomo. Fuori da questo orizzonte è difficilissimo immaginare che il futuro sia carico di speranza».
Un futuro che non si presenta roseo, anzi; il cardinale Gambetti lo ha definito «disperato, a cominciare dall’ambiente, dai rapporti sociali che si stanno evolvendo e dalla violenza sempre più diffusa».
Bene comune
Masneri, che fa parte della Fondazione fin dalla sua nascita, spiega che, approvando l’ordine del giorno proposto ci si impegna «a costruire una rete ispirata dal principio di fraternità, attraverso l’istituzione di tavoli locali di lavoro in collaborazione con i diversi attori sociali presenti sul territorio, con le associazioni di rappresentanza dei cittadini e del terzo settore», sull’esempio dei tavoli istituiti dalla Fondazione Fratelli tutti. Nel testo inviato ai Comuni - e che ha appunto visto impegnati nella stesura anche Masneri e Milesi - si legge: «Noi amministratori locali rappresentiamo il livello istituzionale più vicino alle persone. Abbiamo la consapevolezza della responsabilità di accompagnare le trasformazioni di un momento storico segnato da guerre e da instabilità sociali, da crisi esistenziali e incertezza sul futuro.
Per questo siamo impegnati con forza al servizio del bene comune, per ridare senso e speranza al vivere civile e creare un mondo fondato sul paradigma della fraternità che "ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza", per usare le parole di papa Francesco». Masneri sottolinea che la fraternità racchiude un concetto di altruismo profondo che va oltre la semplice giustizia: «mentre la giustizia si fonda sull’equità, la fraternità ci esorta a superare i confini dell’individualismo e ad adottare una visione più ampia, caratterizzata dalla solidarietà e dalla condivisione».
Ecco quindi che «occorre fare rete sul territorio. Dopo gli anni difficili della pandemia, la necessità di rafforzare le reti locali è più evidente che mai. Queste reti sono fondamentali per favorire l’inclusione delle persone offrendo percorsi di cura, prevenzione e sostegno che permettano di intercettare precocemente le fragilità».
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