Le epigrafi romane rappresentano una delle testimonianze più preziose giunte dall’antichità. Incise nella pietra per commemorare una persona, celebrare un edificio o dedicare un monumento a una divinità, sono vere e proprie pagine di storia che hanno resistito al trascorrere dei secoli. Il lago di Garda conserva un patrimonio epigrafico di notevole interesse, capace di raccontare la vita quotidiana delle comunità che, tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., prosperavano sulle rive dell’antico Benacus.
L’area più ricca di ritrovamenti è quella di Toscolano Maderno, identificata con l’antica Benacum. Qui gli scavi archeologici e le scoperte occasionali hanno restituito iscrizioni funerarie, dediche votive e frammenti monumentali che documentano la presenza di famiglie benestanti, magistrati locali e proprietari di ville affacciate sul lago.
Secondo le fonti storiche, nel territorio di Maderno sono state rinvenute almeno sette epigrafi, alle quali si aggiungono quelle provenienti dalle vicine località di Fasano e Gaino, segno di una diffusione capillare della cultura romana lungo la Riviera bresciana. Tra le testimonianze più significative spicca l’iscrizione dedicata ad Arria, moglie del console Marco Nonio Macrino, rinvenuta nell’area della villa romana di Toscolano Maderno. L’epigrafe ha consentito agli studiosi di attribuire il complesso archeologico alla potente famiglia dei Nonii Arrii, una delle più influenti della Brixia romana.
A Sirmione
Un ruolo di primo piano spetta anche a Sirmione, dove il patrimonio epigrafico si intreccia con il celebre complesso delle Grotte di Catullo. Oltre ai monumentali resti della villa romana, il Museo archeologico conserva diverse iscrizioni che documentano la presenza di personaggi di rilievo e delle famiglie che frequentavano la penisola in età imperiale. Tra le più significative figura la base con dedica a Caio Erennio Ceciliano, affiancata da iscrizioni funerarie e altri reperti epigrafici provenienti dal territorio sirmionese.
Il Comune ha inoltre realizzato un vero e proprio «Percorso delle Epigrafi», che consente ai visitatori di scoprire questi documenti antichi distribuiti tra il museo, il parco di Villa Cortine e il centro storico. È interessante ricordare che, nonostante il forte legame tra Sirmione e il poeta Catullo, non è giunta fino a noi alcuna epigrafe romana che lo riguardi direttamente.
Le iscrizioni del Garda bresciano non raccontano soltanto la storia delle grandi famiglie. Molte sono semplici epitaffi funerari, nei quali emergono nomi di liberti, artigiani, commercianti e soldati. Sono documenti essenziali anche per comprendere la diffusione del latino e il processo di romanizzazione.



