CronacaGarda

La passione per la bici manda in fuga Matteo Visentini fino in Giappone

Il 32enne di Salò docente per tre mesi nel prestigioso college Tcd di Tokyo dove si formano artigiani telaisti
Matteo Visentini tra i suoi studenti a Tokyo © www.giornaledibrescia.it
Matteo Visentini tra i suoi studenti a Tokyo © www.giornaledibrescia.it
AA

La vita fa fare balzi e salti mortali per poi portare a fare esperienze straordinarie. È il caso di Matteo Visentini, 32 anni di Salò, che dopo la laurea in architettura e «un lavoro alienante» in uno studio, decide di cambiare strada. «Mi sono laureato nel 2018 - racconta - e ho cominciato a lavorare subito, ma il lavoro non mi piaceva. Mi sono chiesto quindi cosa volessi fare: la bicicletta mi ha sempre affascinato, mi piaceva guardarle e studiarle, approfondirne la meccanica e il design». E di due ruote a casa sua ne sono sempre passate parecchie dato che il padre è quel Roberto Visentini che nel 1986 ha vinto il Giro d’Italia. Ecco che Matteo trova un lavoro alla Passoni, ditta del Milanese che produce biciclette su misura ad alte prestazioni.

«Dato che non avevo esperienza sono stato preso per occuparmi di grafica e della produzione; in un anno e mezzo ho potuto dimostrare le mie capacità e sono diventato product manager». Oggi si occupa di prototipi, colori, nuovi design e brand. E in questa veste disegna una gravel, bicicletta adatta a percorsi sterrati e irregolari, che fa molto parlare (e vendere) tanto che l’azienda giapponese Shimano gli dedica un video.

La proposta

A giugno Matteo riceve la mail di un professore della Tcd, il Tokyo college of cycle design, una scuola privata post diploma (dalla retta esorbitante di 12mila euro all’anno) per chi vuole diventare qualcuno: «Mi si chiedeva di fare loro da consulente per tre mesi; il loro obiettivo era portare le conoscenze e il punto di vista occidentali nella scuola».

E così, con l’incarico di visiting professor, l’8 ottobre, Matteo parte: «Ho continuato a lavorare per la mia azienda 10-12 ore alla settimana. Più che un problema ne hanno visto un’opportunità di connessione per portare in Italia giovani telaisti e viceversa». E così sarà.

La costruzione di una bicicletta
La costruzione di una bicicletta

In Giappone Visentini ha aiutato gli studenti del terzo anno, una trentina, a sviluppare le idee progettuali per la loro tesi, una bicicletta completa. Non solo: ha tenuto sette lezioni, uno workshop extracurricolare, nelle quali ha approfondito per 24 studenti la storia della bicicletta in Italia e in Europa: «Ho spiegato in particolare cultura ciclistica, cosa è successo negli ultimi 30 anni, come alcuni giovani designer siano riusciti a creare aziende solide e come costruire una brand identity. È stato molto bello, non lo avevo mai fatto prima ed è stato stimolante».

Tradizione

Per quanto riguarda la lingua non è stato facile dato che solo tre studenti conoscevano l’inglese, ma grazie al traduttore simultaneo installato sul computer e a uno studente in affiancamento tutto è filato liscio: «Credo anche che abbiano imparato qualche parola di bresciano» scherza.

«In Giappone c’è una concezione della bici molto ancorata alla tradizione - spiega - un’attenzione all’artigianato, a chi realizza il telaio che da noi si è persa, ma per me conta tantissimo». E conoscono bene il ciclismo italiano degli anni Ottanta e Novanta: «Quando hanno saputo che venivo da Brescia - racconta - erano entusiasti, mi hanno domandato di Piero Serena che non saldava più dai primi anni Duemila. Sono preparatissimi».

Matteo era già stato nel Paese del Sol Levante altre 4 volte, ma sempre per turismo. Stare lì per lavoro gli ha fatto notare la «frenesia e la dedizione al lavoro» che contraddistingue i giapponesi.

Il 32enne è tornato alla base il 10 gennaio e, dopo aver gustato ancora i casoncelli della nonna che «tanto mi sono mancati», sta pensando di rendere questo appuntamento fisso: «La proposta è già arrivata, non sarà facile replicare, ma in qualche modo ce la faremo». Troppa soddisfazione per non approfittarne. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@I bresciani siamo noi

Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.