La famiglia del bosco reagisce: nuova istanza e super perito

Le foto dei bambini sorridenti, con il cucchiaino del gelato in mano e le passeggiate al centro commerciale. Il fascicolo sulla «famiglia del bosco» si arricchisce ogni giorno di più di documenti, relazioni e testimonianze che possano in qualche modo scardinare l'ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila che, ormai da oltre un mese, ha deciso di sospendere la responsabilità genitoriale a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e, di conseguenza, allontanare i tre figli minorenni in una struttura protetta.
La mossa
Neanche il Natale ha interrotto i lavori degli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas che, il 24 dicembre hanno presentato una nuova istanza ai giudici, corredata proprio dalle foto che dimostrerebbero il «cambio di passo» della famiglia e la «nuova vita» dei piccoli, integrati e felici anche in un ambiente diverso dal loro casolare nel bosco. I legali si sono poi affidati al superperito, lo psichiatra Tonino Cantelmi - un passato anche in uno dei Dicasteri vaticani -, in vista dei test disposti dai giudici e che dovrebbero concludersi entro i prossimi quattro mesi. La strategia difensiva è chiara: mostrare alla corte che le ritrosie della coppia anglo-australiana sono ormai acqua passata e che la famiglia è pronta ad un compromesso, dalla casa alla scolarizzazione dei figli.
Un tema, quest'ultimo, che potrà essere verificato nel giro di qualche giorno visto che i bambini, due gemelli di 6 anni e una di 8, già dal 7 gennaio dovrebbero cominciare a frequentare una scuola pubblica, così come avrebbe richiesto la stessa tutrice. «Non potranno certo raggiungere Palmoli ogni mattina perché la distanza è di un'ora in auto dalla casa famiglia - ha spiegato il sindaco, Giuseppe Masciulli -. Per cui con molta probabilità si sta guardando a Vasto», la città dove sorge la struttura protetta in cui sono ospitati i piccoli.
Le foto presentate nell'istanza mostrano i bambini integrati e sorridenti, a contatto con i coetanei e felici di giocare sullo scivolo. La foto con il cucchiaino in plastica, inoltre, servirebbe a smentire l'iniziale ritrosia della mamma a far utilizzare oggetti di plastica ai figli. Cosa che avrebbe inciso anche durante il ricovero in ospedale dopo l'intossicazione da funghi, occasione in cui - come è riportato dai giudici - Catherine chiese di non utilizzare il sondino naso-gastrico proprio perché in plastica. Nella stessa istanza, inoltre, sarebbe stato sottolineato il rapporto conflittuale che si sarebbe instaurato tra la mamma dei bambini e l'assistete sociale nominata sul caso. Frizioni che avrebbero portato alla «mancanza di collaborazione» o «chiusura ideologica» rinvenuta dai giudici nella sentenza con cui hanno rigettato il ricorso della famiglia.
Uno degli altri temi determinanti è quello della casa nel bosco. Al momento non esiste ancora un progetto di ristrutturazione e il casolare ceduto in comodato gratuito dall'imprenditore Armando Carusi a marzo dovrà essere restituito. Nathan, quindi, dovrà poi decidere se accettare di spostarsi nell'altra struttura che gli era stata offerta inizialmente dal sindaco del paese, ma rifiutata. Il britannico ha passato il Natale a casa di amici, dopo aver visto moglie e figli nella casa famiglia di Vasto. Catherine, invece, ha affidato ad alcuni messaggi WhatsApp il suo disappunto per le decisioni dei giudici. «Qui in casa famiglia i miei figli non dormono bene, hanno un'ansia profonda» ha scritto.
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