Sarebbe il caso che certi giornalisti, avvocati, politici e anche qualche mio collega frenassero il loro impeto ideologico o apostolico e leggessero con attenzione l’ordinanza del Tribunale per i Minori dell’Aquila in merito al caso ormai noto come quello della «famiglia nel bosco» di Palmoli.
Potrebbero constatare che non è frutto del punto di vista di un giudice, ma di una analisi estesa dei fatti in cui convergono sia osservazioni sulle condizioni di vita, sia valutazioni psicologiche e di prospettiva evolutiva dei figli della coppia in questione.



