L’antifona ha iniziato a cambiare in modo determinante dopo la riunione del gruppo dem del 3 luglio, a cui è seguita una prima direzione (sempre del Pd), a cui seguirà un’altra riunione in settimana (sempre del Pd), a cui seguirà un’altra riunione ancora (no, non del Pd: stavolta di maggioranza) per il momento calendarizzata il 22 luglio.
La tesi dell’arringa che più ha convinto chi non aveva una posizione granitica è questa: già la Tari dovrà leggermente aumentare perché si va incontro al rinnovo del «parco cassonetti» di Aprica. Perché presentare ai cittadini un conto ancora più alto e «nuove regole» se, tirata la riga, i benefici di questa operazione saranno nulli o minimi? Nell’occhio del ciclone c’è ancora il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti in città (o, meglio, un suo riassetto), un tema che si trascina ormai da mesi come un lento rosario.



