Cronaca

Finto infarto per avvicinarle, poi il coltello: uomo minaccia moglie e figlia

Il 61enne, residente nella Bassa, ha messo in scena il malore per farsi venire a prendere dalle due donne a Iseo, che da poche settimane avevano lasciato la casa proprio per il comportamento violento dell’uomo
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Un'auto dei carabinieri
Un'auto dei carabinieri

La scena drammatica e violenta non è passata inosservata. Non solo perché è avvenuta sul lungolago di Iseo, alle 10, in un periodo in cui il Sebino è affollato di turisti. Ma soprattutto perché le urla di quell’uomo, che minacciava di morte con un coltello moglie e figlia chiuse in auto, sono state sentite nitidamente dai presenti. Ed è stato impossibile non sentire le sirene dell’auto dei carabinieri, che in pochi minuti sono intervenuti sul posto e arrestato l’uomo per maltrattamenti in famiglia.

La messinscena

È successo ieri mattina, domenica 21 giugno, a Iseo, a pochi metri dal pronto soccorso dell’ospedale del paese. La famiglia non è residente sul Sebino, ma nella Bassa bresciana. Il perché si trovassero in riva al lago è dovuto alla storia che l’uomo si è inventato per farsi venire a prendere dalla moglie e dalla figlia 38enne, che da qualche settimana avevano lasciato l’abitazione – erano ospiti in una struttura ricettiva – proprio a causa dei comportamenti violenti dell’uomo. L’uomo, infatti, verso le 8 ha inscenato un infarto e a una vicina, che stava per chiamare un’ambulanza, aveva detto di contattare la moglie e la figlia. Ci avrebbero pensato loro a trasportarlo in ospedale a Iseo, dove il 61enne era già seguito.

La violenza

Ma a un certo punto, arrivati a Iseo, l’uomo – poco prima di entrare in ospedale – ha ordinato alla figlia di accostare l’auto. Ed è lì, sul lungolago, davanti a decine di persone, che prima ha colpito al volto la figlia con degli schiaffi e poi ha estratto il coltello a serramanico che aveva nascosto in tasca, minacciando di morte le due donne, che si erano chiuse in auto in lacrime. 

L’arresto

Come detto la scena non è passata inosservata e più persone hanno preso il telefono e digitato il 112. Sul posto, in pochi minuti e a sirene spiegate, è intervenuta una pattuglia del Radiomobile di Chiari, che si trovava non molto distante dalla zona. L’uomo, quando ha sentito le sirene, ha tentato la fuga, cercando di rifugiarsi in un bar della zona. Ma per lui è stato del tutto inutile. I militari – anche se non è stato semplice, perché l’uomo non è stato collaborativo – lo hanno fermato e arrestato. Il 61enne della Bassa ora si trova in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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