Una quantità impressionante di alghe, e il lavoro di pulizia non è certo ancora finito. Il bilancio aggiornato a luglio è già ampiamente superiore a quello totale dello scorso anno: siamo a mille tonnellate, nel 2025 furono 600. E la previsione è di arrivare a 1.800 tonnellate, quindi il triplo dell’anno scorso.
I costi
La previsione di «Manutenzione e promozione laghi» è già quasi sicura tanto che il budget stanziato da Autorità di bacino e dalle due Province di Brescia e Bergamo, inizialmente di 450mila euro, è stato incrementato di 50mila euro per ente arrivando così a 600mila euro.
Una cifra molto significativa già confermata anche per il prossimo anno, spiega Marco Terzi, presidente di Mpl: «Una notizia molto positiva è che, grazie al progetto regionale presentato da Autorità di bacino sugli interventi di tutela e conservazione della biodiversità del lago d’Iseo, il prossimo anno, in giugno, verranno tolte le alghe davanti a Clusane».
L’operazione di mega pulitura, già effettuata nel 2022, aveva portato un decremento nel quantitativo di piante di «Vallisneria spiralis» accumulato lungo le rive lacustri. Dal 2027 l’intervento diventerà biennale, così da poter dare respiro alle coste e ai porti del basso lago.

Siccità
Il fenomeno delle alghe nel lago d’Iseo è in preoccupante continua crescita, e peraltro si presenta in largo anticipo, quest’anno dalla fine di giugno, in concomitanza con la siccità e con il prelievo di acqua dal lago. Fino allo scorso anno invece la sua intensità infatti era maggiore nei mesi di agosto e settembre; quest’estate un arrivo anticipato che ha creato (ovviamente) non pochi disagi.
Il progetto
Le linee guida degli interventi si ritrovano nel progetto globale «Conservazione della biodiversità attraverso gestione di canneti e macrofite, contenimento di specie invasive, tutela dell'ittiofauna, creazione di habitat per anfibi e monitoraggi ambientali», finanziato da Regione Lombardia per 300mila euro, e che dà un contributo alle azioni di gestione della vegetazione acquatica di 120 mila euro.
Le previsioni indicate nel progetto indicano che il taglio meccanico (complessivamente nei due anni) interesserà 140mila metri quadri di fondale lacustre. Verrà utilizzato un mezzo anfibio dotato di barra falciante, progettata per tagliare la vegetazione appena al di sopra delle radici infliggendo il massimo trauma alle piante, rendendo quindi efficace il taglio per limitare la loro ricrescita.
Vista la presenza di «lagarosiphon major», l’alga esotica invasiva che colonizza soprattutto il porto e la punta di Clusane, le operazioni di taglio dovranno anche trattare con massima attenzione la biomassa di scarto. Il materiale vegetale sarà rimosso dalla superficie lacustre mediante l’impiego di battelli spazzini. «Autorità di bacino ha proposto progettualità che hanno ottenuto il massimo del punteggio - ha affermato Alessio Rinaldi, presidente di Autorità di bacino - la priorità è il benessere del lago».



