Cronaca

Intercettazioni in carcere: dopo Perugia allarme dei penalisti bresciani

L’assemblea delle Camere penali della Lombardia Orientale ha chiuso la settimana di astensione della udienze proclamata dagli avvocati italiani
Intercettazioni in carcere al centro della protesta degli avvocati penalisti
Intercettazioni in carcere al centro della protesta degli avvocati penalisti

È un allarme forte e deciso accompagnato dall’annuncio di nuove mobilitazioni quello che arriva dai penalisti bresciani e di tutta la Lombardia orientale che questa mattina si sono riuniti in assemblea in Tribunale. 

«Le ragioni di questa astensione, che per la prima volta dopo tanti anni si è protratta per un’intera settimana, si ravvisano nella deplorevole e inumana condizione nella quali versano (da ormai troppo tempo) le carceri italiane e, più nello specifico, in fatti gravissimi avvenuti proprio all’interno di una Casa Circondariale, quella di Perugia, dove innumerevoli ristretti sono stati intercettati, all’interno delle sale colloquio, durante gli incontri con i loro difensori». Condotte che, secondo i penalisti «rappresentano una gravissima lesione del diritto di difesa costituzionalmente tutelato».

L’assemblea

Nella nota diffusa dopo l’assemblea, le camere panali hanno spiegato che «la discussione ha visto il prezioso ed utilissimo contributo di due ex Presidenti dell’Unione delle camere penali italiane, Gaetano Pecorella e Oreste Dominioni, che hanno condiviso con l’assemblea alcune loro esperienze analoghe, una delle quali, peraltro, avvenuta proprio nel nostro territorio, a Bergamo. Questo per dire che episodi nei quali la sacralità del segreto tra difensore e assistito è stata violata non sono purtroppo nuovi ma, nei fatti di Perugia, sorprende l’eccesso di intercettazioni illegali che si sono protratte, pare (perché le stesse risposte fornite dal Ministro Nordio sono state vaghe e poco esaurienti), per oltre 6 mesi, in quattro diverse sale colloqui del locale carcere, andando quindi a toccare un numero enorme di cittadini».

Le posizioni

Nel corso dell’assemblea sono intervenuti diversi associati, «tra i quali Andrea Cavaliere, membro della Giunta nazionale Ucpi, e Oliviero Mazza, consigliere Cplo, che ha ricordato come episodi simili siano avvenuti anche in altre democrazie occidentali ma che abbiano sempre portato a conseguenze gravi (dato che grave è la violazione) per i magistrati autori di quei fatti mentre da noi, purtroppo, nulla di questo sembra accadere (salvo l’invio degli Ispettori del Ministero, disposto per una volta su questioni reali e non politiche). Anche per queste ragioni il direttivo della Cplo si riserva di assumere tutte le iniziative del caso al fine di dare seguito al proficuo dibattito svoltosi oggi in assemblea ed alle tante idee raccolte. Quel che è certo è che i penalisti non staranno a guardare di fronte a simili violazioni dei diritti costituzionalmente tutelati, come mai hanno fatto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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