È iniziato il Ramadan, come le comunità musulmane di Brescia lo vivono

Circa trenta giorni in cui i credenti si dovranno astenere da cibo, bevande e comportamenti moralmente scorretti. Quest’anno il periodo coincide con la Quaresima: un evento che non accadeva da 30 anni
I datteri, insieme al latte, rappresentano il primo pasto della giornata - © www.giornaledibrescia.it
I datteri, insieme al latte, rappresentano il primo pasto della giornata - © www.giornaledibrescia.it
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«Halib, Tamar, Fajr». Sveglia all’alba: fuori è ancora buio e tutti dormono; intorno il silenzio è così assordante che si può sentire. Sul tavolo in mosaico dei datteri («tamar») e un bicchiere di latte («halib»), compongono il primo pasto della giornata, il Suhur. Seduto sulla Sajjada, un uomo sta recitando alcune surat del Corano. È solo, in quel momento conta solo la fede tra lui e il suo Dio. È il Fajr, la preghiera che inaugura il nuovo giorno.

Cos’è

È iniziato il Ramadan, il mese più sacro per i musulmani che quest’anno coincide con l’inizio della Quaresima: un evento che non accadeva da trent’anni e che segna l’avvio di un periodo di riflessione per entrambe le comunità. Si tratta del nono mese del calendario islamico, quello più importante, in cui il profeta Mohammed ricevette il Corano. Motivo per cui si digiuna: per commemorare la rivelazione del testo sacro.

Il suo inizio e la sua fine cambiano ogni anno, in base al ciclo lunare. Ogni mese infatti prende avvio con l’avvistamento della nuova luna crescente, ossia del primo spicchio («hilal»), che viene comunicato dai santuari delle città di La Mecca e Medina.

Il Ramadan occupa pertanto un posto centrale; detto «Sawam» rappresenta infatti uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione della fede («Shahadah»), al pellegrinaggio alla Mecca («Hajj»), all’elemosina («Zakat») e alle cinque preghiere giornaliere («Salat»).

Un uomo che sta pregando in moschea - © www.giornaledibrescia.it
Un uomo che sta pregando in moschea - © www.giornaledibrescia.it

Durante questo periodo i credenti si astengono da cibo e bevande dall’alba al tramonto, ma anche da comportamenti moralmente scorretti. Sono esenti dal digiuno invece i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani e i malati. Chi è in viaggio e le donne durante il ciclo mestruale lo sono temporaneamente e dovranno quindi recuperare i giorni di mancato digiuno durante l’anno. Il Ramadan tuttavia non si esaurisce nella rinuncia dai piaceri mondani: è soprattutto un tempo di rinnovamento interiore e purificazione spirituale.

Le comunità musulmane 

Nel Bresciano i musulmani rappresentano il 10,7% della popolazione, una percentuale pari a 136mila persone. Una presenza che in parte vive le diverse comunità presenti nel nostro territorio che in questi giorni si sono preparate all’inizio dei trenta giorni.

Loro punto di riferimento è il Centro islamico di via Corsica, a cui fanno capo diverse realtà islamiche, da quelle nord africane a quella bosniaca, passando per quella bengalese sino ad arrivare a quella senegalese.

Il Corano e dei datteri - © www.giornaledibrescia.it
Il Corano e dei datteri - © www.giornaledibrescia.it

«La struttura si prepara con la nomina dell’Imam, che – per tutto il periodo di Ramadan – accompagnerà le preghiere dei fedeli – spiega il presidente Jamel Hemmadi –. Oltre a questo organizziamo ogni sera degli iftar aperti alla cittadinanza, ossia delle cene dedicate sia a chi è in difficoltà o a chi semplicemente vuole rompere insieme il digiuno». È in questo mese che si registra il maggior numero di fedeli in moschea, «soprattutto negli ultimi dieci giorni, dove la presenza giornaliera è di 1500 cittadini». 

In tema di solidarietà opera anche Cibo con cuore (Ccc), l’associazione bresciana composta da studenti e lavoratori under 30, che si impegnano in atti di carità e solidarietà ai poveri. «Nasciamo nel 2024, rispondendo a un obiettivo preciso: aiutare il prossimo – chiosa il responsabile Izham Zulqarnan –. Attraverso donazioni di alimenti, avviciniamo i giovani al concetto di “Saddaqa”: donare a chi non ha possibilità economiche». Un duplice scopo che unisce quindi dimensione spirituale a impegno sociale.

Su quest’ultimo fronte è attiva anche l’Associazione studenti musulmani di Brescia (Asmb), vicina alle necessità degli universitari attraverso incontri formativo-culturali. «In vista dell’inizio del Ramadan abbiamo organizzato un primo incontro, che si è svolto lo scorso 11 febbraio, con una psicologa specializzata in psicologia della religione – racconta la presidente Munahil Yashir –. È stato di grande aiuto per capire come conciliare studio e digiuno».

Non manca nel quadro la Federazione delle associazioni bresciane per l’immigrazione (Fabi), sempre attiva a favore dei diritti dei nuovi arrivati. Guidato da Saai Abderrazak, l’ente si occupa proprio di aiutare gli stranieri nel loro processo di integrazione.

Spiritualità

Il Ramadan unisce così fede a solidarietà. Un mese in cui la disciplina scandisce ogni momento della giornata, dall’alba al tramonto, partendo da un rituale: «Halib, Tamar, Fajr».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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