Diversi lettori hanno riferito di una situazione che, pur temporanea e inevitabile, è pericolosa: a causa del cantiere aperto in via Matteotti a Ghedi, per attraversare la Sp 668 pedoni e ciclisti devono fare un centinaio di metri «allo scoperto», condividendo l’asfalto con auto e camion.
Il progetto
In via Matteotti sono in corso i lavori per la realizzazione di una pista dedicata, che consentirà a pedoni e ciclisti di bypassare in sicurezza la Sp 668. Negli ultimi cinquant’anni, infatti, a sud della provinciale sono sorte case, negozi e attività commerciali varie. Per questo, a piedi o in bicicletta, tutti i giorni molte persone vanno e vengono da quella zona: siccome non ci sono sovra o sottopassi, l’attraversamento è a raso, quindi pericoloso.
Anche sotto la spinta emotiva del recente incidente mortale capitato proprio lì (una donna in bicicletta è finita sotto un furgone), l’amministrazione comunale ha dato un’accelerata alla realizzazione di una pista ciclabile in programma da tempo: pista che, quando sarà terminata, consentirà attraversamenti più sicuri, o comunque meno pericolosi.
Ben fatto, ovviamente. Però, a causa degli ingombri obbligati, il cantiere non lascia spazio a pedoni e biciclette, che, finché i lavori saranno in corso, per attraversare la 668 sono costretti a fare lo slalom tra auto e camion. Purtroppo non ci sono alternative: quindi, ancora per qualche settimana, è opportuno che, prima di attraversare, pedoni e ciclisti drizzino le antenne e controllino bene il traffico. Qualcuno suggerisce il giubbino catarifrangente: melius abundare quam deficere.
Il disagio
«Ci spiace per il temporaneo disagio di cui chiediamo scusa – dice l’assessore Giovanni Cazzavacca –, ma non ci sono alternative. Se trent’anni fa gli amministratori avessero chiesto agli imprenditori della zona di realizzare il sottopasso non saremmo arrivati a questo punto… Comunque entro novembre il cantiere sarà chiuso e l’attraversamento, che sarà dotato di un impianto di illuminazione, sarà aperto».



