Al Parco dei Giusti di Virle di Rezzato, arriva il primo pannello narrante in Caa, Comunicazione Aumentativa Alternativa, dedicato alla storia di chi durante la Seconda guerra mondiale ha sacrificato la propria vita per aiutare gli altri, il motivo per cui il parco è stato intitolato a loro.
Gli obiettivi
Un progetto pensato per rendere la memoria davvero accessibile a tutti, anche a chi ha difficoltà di comprensione o comunicazione.
Il pannello, (il primo di quattro, gli altri saranno nei parchi Ferrari, Gennari e Donatori di sangue) installato all’ingresso del parco accanto alla scuola Goini, fa parte del progetto «In PratiCAA».
La CAA utilizza simboli e lettere per favorire la comprensione e permettere a tutti di sentirsi accolti e partecipi, in particolare a chi vive una disabilità o sta imparando la lingua italiana. Ad inaugurarlo sabato la vicesindaco Elena Zanardelli, che ha sottolineato la «stretta collaborazione con l’amministrazione che ha voluto il progetto», insieme alla vicepreside Marianna Bosco, secondo cui «l’inclusione passa anche da queste piccole azioni, perché sarà tale solo quando sarà entrata a far parte della nostra quotidianità e non avrà più bisogno di pubblicità».
Le prospettive
Presente anche Paola Oivares della cooperativa La Nuvola nel Sacco che ha spiegato: «crediamo che la vera inclusione debba avvenire nel nostro contesto abitativo». Il pannello è stato finanziato attraverso il progetto «No One Out» di Regione Lombardia e Ambito 3 territoriale.
Con loro anche la consigliera alla disabilità Gabriella Marchina e la referente del progetto Francesca Drogo, impegnate da oltre un anno nel percorso che ha portato alla realizzazione dell’iniziativa e che avevano già avviato il cammino della comunicazione in CAA, grazie al quale l’Istituto comprensivo di Rezzato è diventato scuola capofila di una rete che oggi coinvolge oltre 40 istituti sul territorio nazionale.
«A volte si pensa all’inclusione legata esclusivamente all’attività motoria – ha ricordato Marchina – quindi all’abbattimento delle barriere architettoniche, ma non è così. Con il pannello vogliamo abbattere un muro invisibile del linguaggio e rendere il parco accessibile a tutti». Drogo, cuore pulsante del progetto, ha spiegato che «questo è un progetto grandissimo legato alle azioni di rete di scuole, e punta a portare la Caa fuori dalle mura scolastiche e dai contesti dedicati, facendola entrare nella quotidianità delle persone, per una forma di inclusione autentica e concreta». Entro i prossimi mesi saranno inoltre installati nuovi giochi dotati di etichette con simboli in Caa, così da renderli fruibili da tutti i bambini.



