È di tredici morti il primo bilancio dello schianto di un piccolo aereo turistico avvenuto nel sud del Perù. La notizia è arrivata in Italia nella tarda serata di ieri. Tra le vittime risulterebbero esserci sette italiani, oltre a due turisti spagnoli e due tedeschi. Le informazioni sull’identità e sul ruolo delle altre persone presenti a bordo sono ancora in fase di verifica: alcune fonti parlano di due piloti, mentre altre indicano la presenza di un pilota e di una guida turistica.
Lo schianto
Il velivolo, appartenente alla compagnia Aerodiana, era decollato dall’aeroporto di Pisco ed era diretto verso Nazca. Il programma prevedeva un sorvolo delle celebri Linee di Nazca, uno dei siti archeologici più conosciuti del Perù e una delle principali attrazioni turistiche della regione. Poco dopo la partenza, tuttavia, l’aereo avrebbe perso i contatti con il controllo del traffico aereo.
Il relitto è stato individuato nella zona di Pueblo Viejo, nella provincia di Nazca, non lontano dall’aeroporto María Reiche. L’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 13 di sabato. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco, impegnate anche a spegnere l’incendio divampato sul velivolo dopo l’impatto. Per le persone a bordo non ci sarebbe stato nulla da fare.
Le autorità peruviane hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica della tragedia e individuare le cause dello schianto. Nella regione di Ica erano state segnalate condizioni meteorologiche difficili, con forti raffiche di vento che avevano provocato danni, disagi alla circolazione e sospensioni temporanee delle attività aeree. Non è stato però ancora confermato se il maltempo abbia avuto un ruolo diretto nell’incidente.
L'ambasciata italiana
L’ambasciata italiana a Lima è in contatto con le autorità locali e sta seguendo gli sviluppi della vicenda. Si attende ora la conferma ufficiale delle identità delle vittime e ulteriori dettagli dalle indagini L’area delle Linee di Nazca è sorvolata ogni giorno da piccoli aerei che permettono ai visitatori di osservare dall’alto gli enormi geoglifi tracciati nel deserto. Le figure, realizzate molti secoli fa e visibili con maggiore chiarezza dal cielo, richiamano turisti provenienti da tutto il mondo. Proprio la forte presenza di voli panoramici rende particolarmente delicato il tema della sicurezza aerea nella zona.
Gli investigatori dovranno esaminare le condizioni del velivolo, le comunicazioni con la torre di controllo e i dati disponibili sugli ultimi minuti di volo. Saranno inoltre ascoltati i responsabili della compagnia e il personale degli aeroporti coinvolti. Tra gli elementi da verificare ci sono l’efficienza tecnica dell’aereo, la visibilità, la forza del vento e l’eventuale decisione di proseguire il viaggio nonostante il peggioramento delle condizioni atmosferiche.
La notizia ha avuto immediata risonanza anche in Europa, soprattutto nei Paesi di origine dei passeggeri. Le autorità consolari stanno lavorando per informare le famiglie, completare le procedure di riconoscimento e organizzare il trasferimento delle salme.



