Inchiesta escort, i nomi dei calciatori nelle chat: nessun indagato

Le testimonianze delle ragazze, alcune poco più che maggiorenni, andate avanti anche oggi. Poi la caccia ai conti all'estero dove sarebbero stati dirottati i soldi
Emanuele Buttini e Deborah Ronchi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Emanuele Buttini e Deborah Ronchi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Le testimonianze delle ragazze, alcune poco più che maggiorenni, andate avanti anche oggi. Poi, la caccia ai conti all'estero dove sarebbero stati dirottati i soldi, ossia il 50 per cento almeno di ogni pagamento per le prestazioni sessuali che le giovani dovevano offrire alla fine delle serate nei locali vip. In più le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle testi, con in particolare una lunga lista di «parole chiave», tra cui pure oltre sessanta cognomi di calciatori più o meno noti, per cercare eventuali riscontri degli incontri e della gestione degli appuntamenti nelle chat.

Sono questi i fronti principali sui quali si sta muovendo l'inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, fatto di escort che sarebbero state spinte ad «acchiappare», come veniva detto nelle intercettazioni, giocatori di serie A e non solo e altri sportivi. Inchiesta con al centro l'agenzia e presunta società «schermo» Ma.De Milano, che due giorni fa ha portato ai domiciliari Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e ritenuti «promotori e dominus» dell'associazione per delinquere, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, che avrebbero avuto il compito di occuparsi delle ragazze e del «dopopartita» degli atleti negli alberghi di lusso. I quattro saranno interrogati il 27 aprile.

Oltre 60 cognomi

Intanto, nell'elenco con decine e decine di «parole chiave», che gli inquirenti hanno messo nero su bianco per gli accertamenti sui dispositivi, figurano 65 cognomi, tra cui Bastoni, Leao, Vlahovic, Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci, Scamacca e molti altri. Nessuno di loro è indagato e soprattutto tanti calciatori potrebbero anche aver solo partecipato alle feste organizzate dalla Ma.De Milano, ma non aver usufruito poi di quel «servizio extra» con notte in hotel e sesso accompagnato, a volte, anche dalla cosiddetta «droga della risata».

Quella lista, per gli accertamenti tecnici sui telefoni, è stata stilata, da quanto si è saputo, perché quei nomi in certi casi compaiono nelle intercettazioni dei dialoghi degli indagati oppure in altre attività investigative effettuate. Ed è utile per attivare le necessarie verifiche incrociando chat, testimonianze e accertamenti bancari. Risultano infatti bonifici diretti da calciatori verso gli arrestati per quasi 200mila euro, ma anche in questo caso andrà appurato se chi ha pagato lo abbia fatto anche per il «dopo festa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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