Incendio a Ponte di Legno, manca autoscala: interviene mezzo dal Trentino

Giuliana Mossoni
La burocrazia ha intralciato le operazioni, ma fortunatamente non ci sono stati feriti: solo un neonato è stato portato in ospedale per precauzione
Le fiamme dall'alto
Le fiamme dall'alto
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Un terribile incendio, proprio al limitare del centro storico, ha semidistrutto nella giornata di ieri una palazzina residenziale da sei appartamenti a Ponte di Legno, sulla via Cesare Battisti, incrocio con via Torre. Il rogo, con tutta probabilità, si è originato dalla canna fumaria e ha guadagnato in poco tempo il tetto in legno, bruciandolo per la gran parte.

I vigili del fuoco hanno lavorato per l’intera giornata per avere ragione delle fiamme e mettere in sicurezza l’edificio e l’area. Fortunatamente non si sono registrati feriti, se non un neonato, presente all’interno della mansarda al momento dello scoppio dell’incendio, portato in ospedale solo per precauzione (i sanitari hanno voluto verificare che non avesse inalato fumo).

L’allerta

L’allarme è scattato poco dopo le 9.15 quando una donna, che si trovava all’interno dell’appartamento con il piccolo, ha sentito odore di fumo e rumori strani, accorgendosi poco dopo delle fiamme. Ha subito chiamato i soccorsi e sul posto si sono dapprima portare le squadre dei vigili del fuoco volontari di Ponte, Vezza ed Edolo, supportate poi da Darfo, Brescia e dalle trentine Ossana e Vermiglio.

  • L'incendio tetto a Ponte di Legno
    L'incendio tetto a Ponte di Legno
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    L'incendio tetto a Ponte di Legno

Le fiamme hanno divorato gran parte della copertura e si è temuto potessero propagarsi anche agli immobili adiacenti. Le indagini per stabilire le cause sono ancora in corso, ma si teme il malfunzionamento della canna fumaria di una stufa, accesa all’alba dal padre di famiglia prima di uscire di casa con gli altri due figli per andare a sciare. Le operazioni di spegnimento, rese complesse dalla conformazione del tetto, in stile montano, e dall’estensione del rogo, si sono protratte sino al pomeriggio, garantendo la messa in sicurezza dei locali interessati e la salvaguardia di circa metà della struttura.

Autoscala e piattaforma aerea

L’incendio ha attirato l’attenzione dei tanti turisti che si trovavano ieri sulle piste dalignesi: fiamme e fumo nero erano visibili da gran parte della località. Quanto accaduto ha messo in evidenza, ancora una volta, la grande esigenza di avere a disposizione un’autoscala, arrivata fortunatamente dal vicino territorio trentino.

Non solo, vista la collocazione dell’abitazione e le strade strette (per accedere a via Battisti, nel pieno della Ztl dalignese, è stato necessario chiudere la viabilità) sarebbe stata provvidenziale la presenza della piattaforma aerea dei vigili del fuoco edolesi, che avrebbe svolto la funzione di autoscala. Mezzo che è in collaudo al comando dal 16 dicembre, in attesa di un’autorizzazione da Roma che tarda ad arrivare. Il mezzo è stato citato nei giorni scorsi dal sottosegretario per l’Interno Nicola Molteni, in risposta a un’interpellanza dell’onorevole bresciano Fabrizio Benzoni Molteni ha proprio nominato la piattaforma che dovrebbe essere disponibile a Edolo, ma che per burocrazia e lentezze varie romane ieri, appunto, ancora non c’era.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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