Sindacati Vigili del fuoco. «Si parla di sicurezza, ma noi senza autoscale»
I sindacati dei Vigili del fuoco di Brescia hanno diffuso in mattinata una dura presa di posizione contro la cronica mancanza di adeguati mezzi per il comando provinciale di Brescia. Di seguito il testo integrale.
«Come noto, i vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono in questi giorni impegnati, anche attraverso la partecipazione a dibattiti televisivi, nell’analisi della gravissima tragedia avvenuta a Crans-Montana, ribadendo con forza il principio secondo cui è indispensabile diffondere una solida cultura della sicurezza e dell’autoprotezione.
È proprio nel solco di questo principio che le scriventi organizzazioni sindacali intendono segnalare, con altrettanta determinazione, una situazione ormai insostenibile: quotidianamente il personale permanente e volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco della provincia di Brescia è chiamato a intervenire in condizioni operative fortemente penalizzate dalla grave carenza di autoscale.
Nell’immaginario collettivo, i Vigili del Fuoco arrivano sul luogo dell’emergenza proprio a bordo di un’autoscala. Questo mezzo, simbolo stesso del soccorso antincendio, non è solo essenziale per il salvataggio delle persone e la tutela dei beni ai piani alti degli edifici, ma rappresenta uno strumento fondamentale per la sicurezza degli operatori. Affrontare incendi in quota o su coperture senza un’autoscala significa esporre i soccorritori a rischi inaccettabili di caduta dall’alto e, al contempo, amplificare la gravità degli scenari incidentali, con un inevitabile aggravio dei danni materiali per i cittadini.
Attualmente, delle tre autoscale di Stato assegnate alla provincia di Brescia – originariamente dislocate presso la sede centrale cittadina e nei distaccamenti permanenti di Salò e Darfo Boario Terme – ne rimane operativa una sola, presso la sede centrale. Le altre sono state trasferite d’imperio, e a tempo indeterminato, presso altri comandi provinciali. Non di rado, inoltre, anche l’unica autoscala rimasta nel capoluogo viene temporaneamente spostata, costringendo il Comando a fare affidamento sulle autoscale dei distaccamenti volontari. In questo modo, realtà come Verolanuova, Palazzolo sull’Oglio e Lumezzane si vedono private di mezzi acquistati con fondi delle comunità locali per sopperire alle carenze dello Stato.
Le reiterate rimostranze delle organizzazioni sindacali, i comunicati stampa, gli appelli pubblici e i tentativi della dirigenza locale di sensibilizzare l’Amministrazione centrale sulla specificità del territorio bresciano sono rimasti, fino ad oggi, senza riscontro.
Questa drastica riduzione della capacità operativa viene giustificata da una Direttiva ministeriale del 2015, secondo la quale una sola autoscala sarebbe sufficiente a garantire il soccorso tecnico urgente in tutta la provincia di Brescia. Una visione evidentemente obsoleta, che non tiene conto delle reali esigenze operative e della complessità di un territorio che, con 4.784,36 km², è il più esteso della Lombardia. Un’area che comprende importanti poli industriali di rilevanza nazionale ed europea e località turistiche che ogni anno attirano visitatori da tutto il mondo.
Nel solo 2025, i Vigili del Fuoco bresciani sono stati impegnati in oltre 10mila interventi. Numeri che rendono evidente come la popolazione abbia diritto a un soccorso efficace, efficiente e tempestivo.
Per queste ragioni si chiede, ancora una volta, che l’Amministrazione metta il personale permanente e volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio compito istituzionale. La sicurezza della cittadinanza e quella delle donne e degli uomini del Corpo non possono essere subordinate a scelte organizzative che ignorano le concrete esigenze del territorio.
Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono pertanto un intervento diretto del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, affinché venga verificato a livello nazionale che il Corpo sia dotato di un numero adeguato di autoscale per assolvere ai compiti d’istituto. Si chiede inoltre l’immediato reintegro delle autoscale di Stato trasferite e una revisione prioritaria della Direttiva del 2015, basata non su un mero elenco di province, ma su un’analisi approfondita delle specificità territoriali, a partire dalle curve isocrone e dalle reali condizioni operative dei territori italiani».
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