Taglio del nastro per il nuovo asilo nido comunale, che porta il nome e anche il sorriso di Emanuela Loi, agente di Polizia morta nella strage di via d’Amelio, mentre era assegnata alla scorta del giudice Paolo Borsellino: l’inaugurazione della struttura, sorta a Remedello Sotto, vicino alla scuola dell’infanzia, si è svolta alla presenza, tra gli altri, di Maria Claudia Loi, sorella di Emanuela, e del questore di Brescia Paolo Sartori.
Sulla facciata, un murale rappresenta, appunto, il volto di Emanuela Loi: «Avrebbe voluto fare la maestra, quindi abbiamo pensato che dedicarle una scuola fosse il modo migliore per trasmettere ai bambini, sin da piccolissimi, i valori che il suo esempio ci tramanda: la legalità, il coraggio, la dedizione agli impegni presi e lo spirito di sacrificio per il bene comune», ha spiegato l’Amministrazione comunale di Remedello, per voce del sindaco Simone Ferrari e della consigliera capogruppo Francesca Ceruti.

La testimonianza
Il momento più commovente è stato la testimonianza della sorella, che, dopo quel 19 luglio 1992, ha trasformato il dolore in impegno civile nel segno della legalità: «Noi familiari eravamo angosciati dalla sensazione di non riuscire a sopportare un dispiacere così grande, ma la nostra quotidianità non è mai stata caratterizzata da sentimenti di odio, bensì da un desiderio di giustizia e di legalità – ha detto, ricordando anche gli altri agenti deceduti –. Ci siamo dedicati alla testimonianza, come impegno sociale: la tragica scomparsa di mia sorella deve scuotere le coscienze, per il progresso civile del nostro Paese».
E ancora: «Provo dispiacere ad apprendere che il fenomeno mafioso e corruttivo in Italia è ancora molto diffuso, ma non ci perdiamo d’animo perché i cambiamenti hanno bisogno di tempo – ha detto, evidenziando l’importanza di ricordare la strage, per abbracciare la legalità –. L’insegnamento lasciato da mia sorella è di non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà e di fare la propria parte con responsabilità: dobbiamo credere che c’è la possibilità di liberare la nostra nazione dalla morsa della criminalità organizzata e della corruzione, e impegnarci, per amore dell’Italia. È questa l’eredità morale di mia sorella e ringrazio, quindi, tutti coloro che guardano nella stessa direzione, come Remedello».
La storia
Maria Claudia Loi ha ricordato anche il percorso dell’agente Loi: «Sì, sognava di diventare maestra – ha detto –. Poi capitò un concorso in Polizia e la convinsi a venire con me. Io, che ci tenevo tanto, non passai, lei invece fu chiamata. La mandarono a Palermo e si affezionò al suo lavoro tanto da rifiutare un posto da insegnante. Qualche mese prima della sua scomparsa entrò all’ufficio scorte e prestò servizio a protezione di diversi personaggi a rischio. Mai avremmo immaginato che potessero inserirla negli agenti a protezione del giudice Borsellino. Nonostante fosse consapevole del rischio altissimo, non si sottrasse».

La mattinata
All’inaugurazione dell’asilo nido comunale, benedetto dal parroco Padre Igor Manzillo, è intervenuto anche il questore di Brescia Paolo Sartori, che, cogliendo l’occasione della presenza di Maria Claudia Loi, ha mandato un abbraccio ideale a tutti i familiari di coloro che hanno donato la vita per la comunità: «Essere qui oggi a testimoniare ciò che Emanuela ha fatto per noi vuol dire condividere i valori costituzionali sui quali lei ha prestato giuramento e per i quali ha donato la propria vita – ha detto il questore –. Trasmetterli ai bambini, che sono il nostro futuro, è importante; un impegno dell’Amministrazione comunale che condividiamo, come dimostrano i nostri progetti scolastici».
Presenti anche i rappresentanti di Comuni limitrofi, delle forze dell’ordine e d’arma, delle associazioni, i progettisti e, attraverso l’invio di una lettera scritta, il presidente della Regione, Attilio Fontana. La cerimonia inaugurale, organizzata dall’Amministrazione del sindaco Simone Ferrari, è proseguita con la visita degli ambienti: l’asilo nido, che aprirà le porte giovedì 3 settembre e potrà accogliere sino a 41 bambini 0-3 anni (dei quali una quindicina già iscritti), gestito dalla cooperativa La nuvola nel sacco, è stato realizzato attraverso i fondi del Pnrr (924mila euro), a cui sono state aggiunte risorse comunali per circa 85mila euro; decisivo, inoltre, come evidenziato dall’Amministrazione comunale durante la cerimonia, il supporto al progetto per il paese dell’azienda remedellese Omr spa, del dottor Ruggero Ceriali, che ha donato l’arredo della scuola. Tra pochi giorni si apre.



