In coda dall’alba per scegliere il medico, ma tanti restano senza

È successo lunedì davanti alla farmacia di Preseglie. Disagi per gli esclusi che ora devono recarsi a Odolo
Pazienti in coda a Preseglie per la scelta del medico © www.giornaledibrescia.it
Pazienti in coda a Preseglie per la scelta del medico © www.giornaledibrescia.it
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Finalmente il nuovo dottore attiva la convenzione con Asst, ma i pazienti non riescono ad effettuare la scelta e rimangono all’asciutto. Scene dell’altro mondo lunedì mattina nelle farmacie della Conca d’Oro.

A Preseglie soprattutto – ma in misura inferiore anche ad Agnosine, Odolo, Barghe e Sabbio Chiese – dove soprattutto gli anziani, poco avvezzi ai Pin e agli Spid dei portali regionali, fin dalle 6 del mattino si sono messi in fila per la scelta del loro medico.

L’episodio

A dare loro un minimo di sostegno, dal municipio sono arrivate delle sedie ed è stata aperta persino la vicina chiesa perché erano troppi in difficoltà nel restare in piedi, col farmacista che consegnava i numerini scritti su un biglietto. È intervenuto persino un vigile, per dare ordine all’assembramento.

Poco prima delle 10 tutto era già finito, mille posti disponibili assegnati, a centinaia sono rimasti esclusi. Il nuovo medico di medicina generale si chiama Mattia Tonoli, ha 34 anni ed è di Nave. Ha scelto, dopo sette di ospedale, di convenzionarsi con Asst: a Preseglie, dove che per qualche mese ha professato a contratto in uno degli ambulatori territoriali aperti laddove pazienti in gran numero sono rimasti senza medico di riferimento. È successo anche che nella vicina Odolo, poco tempo fa, un medico di medicina generale abbia scelto di trasferirsi altrove, lasciando così nel limbo altri 1.500 assistiti. Una sorta di «tempesta perfetta» quella che si è creata, a discapito di chi a Preseglie il dottor Tonoli lo conosceva già.

Preoccupazione

«In ottemperanza alle norme regionali, è stato permesso anche ai residenti dei comuni della Conca D’Oro di scegliere come proprio medico di base il dottor Tonoli – ci dicono dal municipio di Preseglie gli amministratori preoccupati per la situazione –. Abbiamo chiesto una sorta di "passaggio d’ufficio", almeno per gli utenti più fragili, ma non ci sono stare aperture al riguardo. Siamo indignati perché riteniamo che bastava poco, un piccolo sforzo in più, fissare ad esempio dei criteri tra i quali stabilire delle priorità che agevolavano le persone più bisognose. In una società civile questo non può accadere».

Risultato? L’ambulatorio di Medicina territoriale è stato spostato a Odolo, così i presegliesi più anziani che faticano a spostarsi nemmeno più hanno quello. «La carenza di medici è un dramma che non si può imputare ad Ats o Asst – ci ha detto il dottor Tonoli –. Temo però che il disfacimento della medicina territoriale finirà col ripercuotersi sulle strutture ospedaliere, già in forte difficoltà. È un gatto che si morde la coda».

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