Cronaca

Impianto di rifiuti a Offlaga, i sindaci uniti contro il ricorso al Tar

Lo ha presentato l’azienda Geobet dopo che la Provincia ha bocciato l’istanza per la realizzazione della struttura
Umberto Scotuzzi
I sindaci durante una scorsa manifestazione
I sindaci durante una scorsa manifestazione

Sindaci con le loro comunità, comitati spontanei, associazioni ambientaliste e di categoria compatti anche di fronte al ricorso alla giustizia amministrativa per ribadire fermamente il loro no al maxi-impianto di rifiuti organici distribuito su una superficie di 42 ettari (ben 120 piò) di fertili campi a Offlaga, al confine con Bagnolo Mella e Manerbio.

La decisione

Dopo che la Provincia di Brescia, lo scorso dicembre, aveva espresso il provvedimento di diniego dell’istanza presentata dalla ditta Geobet – finalizzata al rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico per il progetto di una nuova installazione per lo svolgimento delle operazioni di recupero, mediante compostaggio, di rifiuti non pericolosi costituiti da residui organici e rifiuti organici costituiti da verde e ramaglie -, l’azienda bergamasca ha fatto ricorso al Tar contro il Broletto. Ma anche nei confronti della municipalità territorialmente competenti, di Arpa, Ats Brescia, A2A, Vigili del fuoco, Soprintendenza Archeologica e Paesaggio ed altri. L’udienza è già stata calendarizzata per il mese di novembre e nel frattempo il fronte del «no», capitanato dal Comune di Offlaga, si compatta in vista del passaggio in tribunale.

Uniti

I sindaci dei Comuni limitrofi hanno infatti deciso di supportare Offlaga compartecipando, non solo idealmente, come già avvenuto negli scorsi mesi, ma anche formalmente, all’istanza di ricorso a cui il Comune ha deciso di resistere affiancando in questo la Provincia contro cui il ricorso è rivolto. La formula giuridica di opposizione nell’atto di ricorso verrà individuata prossimamente con un protocollo d’intesa che rinsalda ulteriormente il nucleo dei Comuni secondo anche le formule della giurisprudenza che saranno indicate dai legali a cui i Comuni (Bagnolo, Barbariga, Bassano, Capriano, Dello, Leno, Mairano, Manerbio, San Paolo, Verolanuova e Verolavecchia) si sono rivolti.

«La nostra posizione è ferma – specifica il sindaco di Offlaga Giancarlo Mazza –: questo impianto non ha ragione di sorgere, manca di opportunità, proporzionalità e sostenibilità per questo territorio dall’equilibrio ambientale alquanto delicato». Anche perché, aggiunge la sindaca di Leno nonché presidente di Acb Comuni bresciani Cristina Tedaldi, «la nostra provincia, e in particolare questa porzione di territorio, hanno già ampiamente dato in termini ambientali. La tutela della salute dei cittadini e il rispetto del territorio sono prioritari. Per questo abbiamo deciso, come sindaci dei Comuni contermini, di aderire e supportare Offlaga in questa partita della giustizia amministrativa».

Ambientalisti

E anche il mondo delle associazioni ambientaliste scende in campo per dare battaglia a quello che è stato battezzato «il nuovo ecomostro lungo la Sp45». Lunedì alle 20.30 il tavolo di lavoro coordinato da «100%Bassa» ha convocato in Municipio i proprietari terrieri della zona e i loro riferimenti tecnici nelle associazioni di settore per rendere più omogeneo ed incisivo il «no».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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