Dalla Regione quasi 7 milioni nel Bresciano per gli impianti sportivi

Il bando della Lombardia per ammodernare gli impianti sportivi vede la provincia di Brescia protagonista con 17 progetti finanziati su un totale di 81 in tutta la regione.
I principali interventi
Dalla riqualificazione dello stadio comunale di Botticino a quella della piscina comunale di Rezzato e dei campi di calcio di Roncadelle e di Mairano fino ai lavori di efficientamento dei poli sportivi di Trenzano e di Temù, di messa in sicurezza del palazzetto dello sport di Chiari e di completamento dell’impianto sportivo di Barbariga. Ma non solo.
Tra i principali progetti finanziati, c’è anche la riqualificazione e il miglioramento dell’accessibilità del campo da calcio di Ono San Pietro, la ristrutturazione della palestra di Clusane, Iseo, quella del centro sportivo comunale di Toscolano Maderno e quella del centro polivalente Padre Remo Prandini di Lodrino ma anche la riqualificazione, in ottica anti-sismica, del centro sportivo di Montirone, e degli spogliatoi e delle tribune dell’impianto di Flero. Sul territorio arrivano quasi sette milioni di euro, il pacchetto di contributi più corposo.
Il quadro generale
La misura metteva a disposizione 30 milioni a fondo perduto che hanno generato oltre 88 milioni di euro di investimenti in tutta la Lombardia. «Ogni euro messo a disposizione dalla Regione ha prodotto un valore triplo, contribuendo così a lasciare un patrimonio duraturo alle comunità» sottolinea la sottosegretaria regionale a Sport e Giovani Federica Picchi che oggi ha presentato i risultati di quello che definisce «il più grande bando regionale mai realizzato sugli impianti sportivi» con una dotazione complessiva che tocca i 100 milioni di euro se si considerano i 70 milioni in linee di credito dall’Istituto Credito Sportivo. Nel complesso le domande arrivate hanno coinvolto tutte le province lombarde: «Il successo del bando sta nella sua capillarità – aggiunge Picchi –, con una forte partecipazione dei piccoli Comuni».
La mappatura
Il bando è stato anche l’occasione per mappare gli impianti: i centri sportivi lombardi hanno un’età media piuttosto elevata – 42 anni – e sono concentrati prevalentemente nelle quattro province di Milano, Brescia, Bergamo e Monza e Brianza. «L’altissima partecipazione al bando rende evidente quanto ci sia bisogno di infrastrutture sportive che i Comuni da soli non possono realizzare. Ma dall’altro canto, il numero elevato di esclusi, quasi l’85% di chi ha partecipato al bando, chiarisce che le risorse sono insufficienti rispetto ai bisogni dei territori» commenta dal Pd il consigliere regionale Jacopo Scandella, chiedendo alla Regione di «provvedere in tempi celeri al rifinanziamento del bando».
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