Il PalaLeonessa «costa» al Comune di Brescia oltre 100mila euro l’anno

A porre il dossier sul tavolo è lo stesso Comune di Brescia, che - nell’ambito di una ricognizione tecnica - descrive la situazione attuale così: «L’assegnazione degli spazi sportivi è avvenuta senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, la gestione economica penalizza l’ente locale, il modello gestionale è confuso».
Il focus è firmato dal Servizio Sport e riguarda il PalaLeonessa A2A, uno degli impianti più recenti realizzati dalla Loggia (ha una capienza di 5.200 posti ed è stato inaugurato a settembre 2018), ma che la relazione inquadra come «energivoro». Il messaggio è diretto: così, l’architettura amministrativa che riguarda il palazzetto non va. E, infatti, l’obiettivo - confermato dal direttore generale della Loggia - è rivedere, di qui ai prossimi mesi, organizzazione tariffaria e gestionale di quella che è ormai diventata a tutti gli effetti la «casa» del basket.
Disavanzo
Come funziona? Attualmente il basket corrisponde al conto corrente pubblico un canone fisso, seguendo esattamente le indicazioni stabilite nel contratto (proposto dalla Loggia nel 2018): 86mila euro in tutto tra Pallacanestro Brescia e Brixia, che includono sia gli spazi del palazzetto sia quelli degli uffici, mentre gli incassi del bar, quelli pubblicitari e quelli della vendita dei biglietti restano alle società.
Su questo fronte il report redatto dal Settore sport è esplicito: «Il vero gestore, senza sopportarne gli oneri, è l’utilizzatore finale» (ossia le società), per questo si parla di «gestione non istituzionale dell’impianto da parte del Comune». E, qualche slide più in là, si precisa: «È necessario ripristinare una situazione di equilibrio rispetto alla gestione di risorse pubbliche».
Guardando ai numeri, dal punto di vista della sostenibilità economica, nonostante tra i ricavi ci siano 80mila euro corrisposti da A2A come sponsorizzazione annuale, il disavanzo nei dodici mesi ammonta a 100.591 euro, fondi che - negli ultimi sei anni - sono stati coperti in toto dal Comune, per un totale complessivo di oltre 600mila euro.
Revisione
«Questa situazione è legata allo snodo delle tariffe, al quale stiamo lavorando - conferma il dg Marco Baccaglioni -. Al momento la gestione funziona attraverso la concessione del Comune alla San Filippo, che a sua volta affitta lo spazio a Germani e Brixia. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la concessione diretta pluriennale attraverso una selezione pubblica, in modo tale che tutti i ricavi ma anche tutti i costi, come le manutenzioni, restino in capo a chi si aggiudica il bando».
Per quest’anno si prosegue però con quella che il dg definisce «una soluzione ibrida», ma «in prospettiva bisogna pensare a modelli gestionali differenti, per arrivare a un equilibrio non solo per il PalaLeonessa ma anche per gli altri impianti. Non è escluso, ad esempio, che nella futura concessione si preveda anche un intervento energetico sulla struttura - anticipa Baccaglioni -. Attendiamo questo anno sportivo per approfondire e revisionare poi nel complesso piani tariffari e sistema di gestione degli impianti ora in capo alla San Filippo».
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