«Il lago di Iseo non può reggere il turismo di massa»

Ne è convinto Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino, che concentra l’attenzione sul problema dell’overtourism, acuito dopo la pandemia
Turisti sul battello per Montisola - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Turisti sul battello per Montisola - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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Il turismo di massa post pandemia sta sconvolgendo l’equilibrio tra residenti, visitatori e turisti di molti paesi del lago d’Iseo. Ne è convinto Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino, che concentra l’attenzione su un problema che negli ultimi tempi si è acuito. «Non che prima non ci fossero visitatori e turisti, ma tolte alcune giornate da bollino rosso la vita trascorreva ancora tranquilla».

Da qualche anno le presenze sono cresciute in modo esponenziale, «ma i servizi locali sono rimasti inalterati. Per esempio, la pulizia a Sulzano, esclusa la raccolta differenziata, viene gestita da un solo operatore ecologico, mentre la viabilità da un solo vigile urbano. Anche a Sale Marasino ci sono un solo operatore ecologico e un solo vigile. A Montisola gli operatori ecologici in organico sono tre, ma si devono accollare la raccolta differenziata. Pure qui un solo vigile. Nemmeno il record di turisti del 2023 ha spinto le amministrazioni comunali a dotarsi di strutture di contenimento e gestione degli effetti provocati da quello che anche sul Sebino si può definire overtourism».

Troppi ciclisti e treni sottoutilizzati

Balotta punta il dito anche su «spiagge e spiaggette prive di docce, tagli di alberi, consumo di suolo, esplosione dei b&b e aumento della spesa pubblica per aumentare i parcheggi». Una cura potrebbe essere quella del ferro, «ma la ferrovia – rileva Balotta – è sottoutilizzata: meno di 5mila passeggeri medi al giorno sui 100 km di rete nonostante costi alle casse pubbliche 17,5 milioni di euro l’anno».

C’è poi il tema della crescita esponenziale dei ciclisti: «Il tratto Iseo-Sulzano-Sale Marasino è pericolosissimo, nessuno parla neppure di una segnaletica a terra che dia più sicurezza alle centinaia di stranieri con bambini che transitano sulle nostre strade. Da anni infine si aspetta una soluzione che eviti la strettoia tra Pilzone e Iseo all’altezza di Covelo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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