Da 5 a 24 milioni: sul Garda turisti quasi quintuplicati dal 1990
Mobilità al collasso, montagne di rifiuti da smaltire, prezzi folli, continuo consumo di suolo, perdita dell’identità dei luoghi, affitti brevi ovunque e residenti che non trovano un’abitazione in affitto. È l’overtourism, fenomeno di cui si parla da qualche anno anche sul Garda, dove sempre più residenti mostrano insofferenza e malessere per una presenza che si è fatta eccessivamente ingombrante, a volte ingestibile. Il tema è sentito anche in Alto Garda.
Questione di equilibrio
Il neosindaco di Salò, Francesco Cagnini, l’ha messo nell’agenda del programma quinquennale «con l'obiettivo - spiega - di garantire un equilibrio tra la città dei residenti e quella dei turisti. Partendo dalla convinzione che una città vivibile per i residenti è anche accogliente per gli ospiti. È chiaro - continua Cagnini - che il tema deve essere affrontato a livello comprensoriale, non dai singoli comuni, ma va portato a più alti livelli istituzionali».
Per Lucio Ceresa, segretario generale della Comunità del Garda, «il lago deve definire qual è la sua capacità massima di carico, deve porsi il senso del limite oltre al quale non si deve andare. Questo non significa "numero chiuso", ma pensare a un turismo diverso».
Turismo insostenibile
Marco Girardi, presidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia: «Dobbiamo stare attenti a non superare il limite. Già oggi in alcuni paesi non si riesce a camminare. Il tema va affrontato al più presto. La soluzione? Meno presenze ma più qualità».
Il problema è stato sollevato anche da Legambiente Lombardia, che parla di «insostenibile pressione turistica», sottolineando che i «residenti cominciano a soffrire una presenza eccessiva, a volte invadente, non sempre rispettosa». «Nel 1990 - dice Andrea Maggioni, vicepresidente di Bresciatourism con delega all’area del Benaco - l’intero lago contava 5 milioni di presenze, lo scorso anno siamo arrivati a 24 milioni. Nessuno può ovviamente pensare che questi numeri possano ancora crescere.
Spesso, però, si utilizza la parola "overturismo" per coprire decenni di mancata programmazione e realizzazione d’infrastrutture. È mai possibile che per raggiungere la sponda bresciana del Garda si utilizzano due arterie stradali realizzate nel 1931, la Gardesana, e nel 1990, la 45 bis?».
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