Il caso San Filippo arriva in Procura: esposto del centrodestra

L’atto depositato anche alla Corte dei conti: sotto accusa l’incarico diretto affidato a Cassano
Uno scorcio del San Filippo © www.giornaledibrescia.it
Uno scorcio del San Filippo © www.giornaledibrescia.it
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I destinatari – e, quindi, i relativi esposti – sono due: la Procura della Repubblica e la Corte dei conti. La richiesta: (iniziare a) posizionare lo scanner dei controlli sulla San Filippo Spa, la società che gestisce gli impianti sportivi pubblici e 100% partecipata dal Comune di Brescia. L’obiettivo: «Verificare ogni responsabilità in capo agli amministratori e funzionari che si siano resi eventualmente responsabili di violazioni o di condotte illegittime».

A finire al centro del j’accuse, in particolare, è l’incarico di consulenza assegnato alla professoressa Raffaella Cassano, iter di cui si contestano più aspetti. La firma in calce ai due esposti è quella di quasi tutti i consiglieri comunali seduti tra i banchi di centrodestra: Fabio Rolfi, Massimiliano Battagliola, Giovanni Viviani, Balwinder Singh, Massimo Tacconi, Paolo Fontana, Mariachiara Fornasari, Carlo Andreoli e Mattia Margaroli hanno recapitato l’atto ufficiale nel tardo pomeriggio di ieri. E, dopo le denunce pubbliche che hanno trasformato la San Filippo in un caso politico, questo si annuncia solo come il primo di una serie di atti pronti ad imboccare la porta della Procura.

La proposta economica

La segnalazione depositata, e corredata da un dossier di allegati, mette nel mirino l’intera filiera della procedura amministrativa che ha portato all’affidamento dell’incarico, ripercorrendo di fatto quanto già denunciato pubblicamente dal centrodestra attraverso diverse conferenze stampa e interrogazioni in Consiglio comunale.

Si parla della proposta economica, pari a 80mila euro, presentata dalla docente e dell’importo del contratto, datato 2023, di 81mila euro («più di quanto richiesto» hanno più volte evidenziato i consiglieri). Si sottolinea che Cassano è stata seduta nel Cda della società dal 2021 al 2023.

La questione delle date

Ma si pone anche l’accento sulle date in cui tutto ciò avviene: il 1° agosto, all’indomani del Cda che ha stabilito il valore della consulenza, sul sito della San Filippo viene pubblicato un «avviso di appalto aggiudicato» (appunto alla docente) attraverso «affidamento diretto» con il criterio del «minor prezzo», con una delibera di aggiudicazione datata 31 luglio 2023, «il giorno prima» rimarca il centrodestra.

Il 16 ottobre viene poi sottoscritto un «contratto di prestazione d’opera in regime di collaborazione coordinata e continuativa», ma – è la contestazione – significa che «quello sottoscritto è un contratto professionale, non un servizio né una fornitura». Tradotto: secondo l’opposizione guidata da Fabio Rolfi «non è stata rispettata la norma, escludendo la possibilità ad altri professionisti del settore o al personale comunale e interno alla società di poter partecipare al bando. Dal ricevimento dell’offerta alla data dell’approvazione nel Consiglio di amministrazione passano soltanto 5 ore» ha ricordato il centrodestra durante il Consiglio comunale di febbraio.

Dove ad essere contestati erano stati anche l’assenza delle certificazioni antincendio e di agibilità, poi la cattiva condizione delle strutture, infine una serie di altri affidamenti diretti conferiti dalla società nel corso degli ultimi anni: dai servizi alle pulizie, fino alla gestione del portierato. Il «caso San Filippo» sembra essere solo all’inizio. 

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