«Degrado, guasti e spogliatoi malmessi»: il caso San Filippo agita le società sportive

Qui Polivalente di Urago Mella: «La situazione degli spogliatoi è penosa»; qui palazzetto di via Nullo e centro sportivo San Filippo: «Per usare i camerini ci vuole davvero molto coraggio, tantissimi evitano persino di farsi la doccia, anche perché l’acqua a volte scende e a volte no. E quando scende, bisogna stare a vedere di che colore sia...». Le mani si alzano lentamente, una dopo l’altra, i toni sono pacati, ma inzuppati nel dispiacere: è un mondo abituato a rimboccarsi le maniche quello delle associazioni e delle società sportive, si arrangiano. Alcune si sono anche offerte di farsi carico delle magagne in prima persona: «Ci è stato risposto no, grazie. Così, però, sta diventando difficile: gli spogliatoi sono obsoleti, delle pulizie poi non parliamo neppure: si scivola addirittura».
L’elenco è lungo. Qui Folzano, casa del volley Brescia: «C’è uno stato di degrado evidente a tutti, ci sono infiltrazioni d’acqua, il pavimento è in stato pietoso». Qui Villaggio Prealpino: «La pedana per il basket ha le assi scomposte, tra una e l’altra ci passa una mano, sta diventando pericoloso». I racconti proseguono, come a voler esorcizzare l’ipotesi che nessuno osa pronunciare ad alta voce e che, alla fine, arriva sotto forma di domanda: «Ogni volta che abbiamo fatto presente queste situazioni, Loggia e società ci hanno risposto usando un tempo futuro, imprecisato e vago. Ci hanno detto "valuteremo, vedremo". Ci dobbiamo preoccupare, dunque? Finora non ci è stato detto nulla». O, meglio, quasi nulla: «L’unica informazione che ci è stata data dal presidente Nicola Fiorin è che aumenteranno le tariffe. Ci può stare, ma a patto che corrispondano poi i servizi».
L'incontro
Le voci sono quelle dei rappresentanti delle comunità sportive di Brescia, ieri sera invitati all’incontro organizzato dalla Lega nella sala civica di via Farfengo. Il titolo sul volantino recitava «Riforma dello sport e San Filippo Spa», ma tutti i riflettori erano puntati sulla società della Loggia che gestisce gli impianti sportivi comunali del capoluogo. Sotto la sua regia, la San Filippo Spa ha oltre un centinaio di strutture sportive. E rintracciare chi ne è soddisfatto, sembra un’impresa epica.
A rompere il ghiaccio e a scandire il «La» ai racconti di chi nelle piscine, nelle palestre, sui campi da calcio, da basket e da volley trascorre la vita professionale, è però il cupo affresco disegnato dai rappresentanti della Lega. «Questa Giunta ha abdicato ad avere l’assessore allo Sport e ha dato in gestione tutti gli impianti a una società che era evidentemente non all’altezza di questo incarico. Quando sollevammo il problema –ricorda Massimo Tacconi – ci risposero che il Comune avrebbe vigilato, che c’era una persona incaricata per questo. Non è andata così, ci sono falle enormi». Il riferimento è all’assenza, verificata a luglio 2023 su oltre una ventina di strutture, del certificato di prevenzione incendi, dell’attestazione di agibilità e antisismica «e questo significa che molte strutture sono fuori norma». Una situazione che era stata denunciata anche da Michele Maggi: «Va avanti dal 2011».
L'accusa di Rolfi
Il colpo di grazia (politico) lo impartisce però Fabio Rolfi, che parla di «malagestione degli ultimi dieci anni, quindi non imputabile all’attuale presidente, anche se sedeva nel Cda». Il leader del centrodestra in Loggia lo declama come una promessa: «Andiamo a fondo su questa storia, più scaviamo e più emerge uno schema portato avanti dall’Amministrazione. San Filippo è un problema di inefficienza gestionale: negli ultimi tre anni ha risucchiato dal bilancio pubblico più di 2 milioni di euro di contributo straordinario per chiudere in pareggio i conti».
C’è poi l’affaire trasparenza: «Non si capisce come la società abbia gestito gli appalti: guardando gli atti, su importanti aspetti come front-office, pulizie e manutenzioni, non sono mai state eseguite le gare pubbliche. Guarda caso l’affidamento diretto riguarda sempre gli stessi soggetti, che non brillano per risultato. Un po’ strano... C’è anche una causa in corso con l’ex direttore generale, che è stato messo alla porta di colpo, ma al quale solo sei mesi prima era stato aumentato lo stipendio, come a tutto il personale. E questo nonostante il bilancio fosse in rosso».
Rolfi fa i conti in tasca alla società: «C’è una consulenza di 81mila euro assegnata senza bando a una ex consigliera del cda candidata nelle liste dell’ex sindaco. Ci sono multe per depositi tardivi dei bilanci, quelle per contributi non pagati. A causa di un’incapacità gestionale, si stanno sperperando soldi che dovrebbero essere investiti per lo sport: la società andava commissariata, si è scelto di mettere la polvere sotto il tappeto». E, ancora: «Manca una programmazione, a bilancio ci sono 700mila euro per cento impianti: significa un budget di settemila euro a impianto». La proposta firmata lega è di vendere la società e di affidare le redini a Brescia Infrastrutture, aprendo alla collaborazione dei privati.
La replica
Un’eredità pesante, quella denunciata dalla Lega, finita sulla scrivania dell’attuale presidente, Nicola Fiorin. «Non mi esprimo sui contenuti emersi durante questo incontro, perché nonostante il tema fosse la San Filippo, nessuno della società è stato invitato – ribatte, dopo essere stato contattato –. Posso però dire che stiamo lavorando molto seriamente e intensamente per riqualificare l’azienda e a breve presenteremo i nostri risultati».
Fiorin non ne parla, ma dietro le quinte qualcosa si è mosso. In primis è stato avviato un bando per la ricerca di un nuovo direttore generale: 18 le candidature presentate e sulle quali una Commissione di cinque esperti effettuerà una prima scrematura proprio oggi. La prospettiva è di arrivare alla designazione entro la fine del mese, anche perché il 27 è in agenda un Consiglio di amministrazione importante: sul tavolo c’è il piano di gestione. Che dovrà essere sottoposto anche alla Loggia.
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