Cronaca

Il libro dell’archeologo stimolerà la voglia di tornare a scavare?

Sabato 6 Gian Pietro Brogiolo, direttore della campagna del 1980 a Castel Antic, presenterà la sua ultima pubblicazione
Ubaldo Vallini
Un panorama del lago d'Idro - © www.giornaledibrescia.it
Un panorama del lago d'Idro - © www.giornaledibrescia.it

Riaprire gli scavi per riportare alla luce il villaggio retico-romano di «Castel Antic»? Lo auspicano in molti sulle rive dell’Eridio e non solo. L’occasione per puntare i riflettori sull’idea è il programma previsto per domani, sabato 6, a Idro. Nel cuore di Lemprato, infatti, il Cortile dei Banchècc ospiterà alle 17 la presentazione del volume «Castelli, abitati e paesaggi produttivi» dell’archeologo Gian Pietro Brogiolo.

L’iniziativa, inserita nel progetto «Storie di Idro e del suo lago», vedrà dialogare l’autore con Serena Solano, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bergamo e Brescia, attorno a un lavoro che ripercorre l’evoluzione storica del territorio attraverso castelli, insediamenti e paesaggi produttivi, offrendo una lettura delle trasformazioni che hanno segnato nei secoli l’area lacustre.

Quarantasei anni fa

Ma sarà soprattutto l’occasione per tornare a parlare di Castel Antic, il sito archeologico che domina Lemprato e che negli anni Ottanta restituì una delle più importanti testimonianze dell’età romana nell’area del lago d’Idro. Fu proprio Brogiolo a dirigere nel 1980 la campagna di scavo che portò alla luce i resti di un antico villaggio abitato tra il I secolo avanti Cristo e la tarda età romana, consentendo di ricostruire aspetti significativi della vita delle popolazioni alpine nel periodo della romanizzazione.

Nel 1980 venne diretta la campagna da Gian Pietro Brogiolo - © www.giornaledibrescia.it
Nel 1980 venne diretta la campagna da Gian Pietro Brogiolo - © www.giornaledibrescia.it

Le indagini misero in evidenza un insediamento articolato, con edifici realizzati secondo tecniche differenti, alcune riconducibili alle tradizioni locali e altre già influenzate dai modelli costruttivi romani. Furono recuperate grandi quantità di ceramiche, pesi da telaio, monete e manufatti metallici che raccontano la quotidianità di una comunità legata alle attività agricole, pastorali e artigianali. Tra i reperti più interessanti figurano recipienti utilizzati probabilmente nella lavorazione del latte e nella produzione di formaggi, testimonianza di un’economia che gli archeologi definiscono in larga parte autosufficiente.

Nuove indagini

A oltre quarant’anni da quelle ricerche, il desiderio di molti appassionati e studiosi è che si possa tornare a scavare. Gran parte dell’antico abitato resta infatti ancora nascosta sotto il terreno e nuove indagini potrebbero fornire ulteriori informazioni sulla storia degli Edrani, la popolazione che abitava queste vallate prima della completa integrazione nel mondo romano. La passeggiata fino a Castel Antic, raggiungibile da Lemprato in pochi minuti, come la presentazione del libro, è aperta a tutti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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