I parlamentari bresciani in campo «per la verità sulla strage di piazza Loggia»

Risposta in coro all’appello di Manlio Milani. Bordonali e Gelmini interrogano il ministro Nordio «per capire se i processi siano davvero a rischio a causa dei ritardi e della carenza di personale»
Un'immagine del 28 maggio 1974 mostra un uomo che si dispera accanto al corpo di una delle vittime - © www.giornaledibrescia.it
Un'immagine del 28 maggio 1974 mostra un uomo che si dispera accanto al corpo di una delle vittime - © www.giornaledibrescia.it
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Manlio Milani chiama. I parlamentari bresciani rispondo. Di fronte al rischio che il processo a carico di uno dei presunti esecutori materiali della strage di piazza Loggia parta con il freno a mano tirato e, a causa della carenza di giudici, non arrivi a destinazione in tempi utili, o peggio ancora sia da rifare daccapo, onorevoli e senatori si dicono pronti a fare la loro parte.

Tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica. Tutti, ma con alcuni distinguo. C’è chi ha pronto un passaggio formale. Chi sostiene che non farà mancare la sua voce qualora il processo a Roberto Zorzi finisse in stallo come paventavo dai vertici degli uffici giudiziari bresciani su queste colonne tre giorni fa.

L’interpellanza

Simona Bordonali, deputata della Lega, ha annunciato «un’interrogazione parlamentare urgente - ha fatto sapere attraverso una nota - per capire se i processi siano davvero a rischio a causa dei ritardi e della carenza di personale dei tribunali e per sollecitare un intervento del ministero. Gli appelli di questi giorni delle associazioni e di tutti i cittadini bresciani non rimarranno inascoltati».

Sono passati cinquant’anni da allora. Per la deputata leghista non c’è ulteriore tempo da perdere. «La città di Brescia ha subìto una ferita che non si è ancora rimarginata e che ha segnato la storia della nostra città e la memoria collettiva di tutta Italia. I familiari delle vittime della strage di Piazza Loggia - conclude Bordonali - meritano verità e giustizia definitive. Per questo non possiamo accettare ulteriori ritardi».

Un’interpellanza scritta è nelle intenzioni anche di Azione. Ad annunciarla è la senatrice del partito di Calenda Mariastella Gelmini. «Abbiamo intenzione di chiedere al ministro Nordio le risorse necessarie perché la sezione chiamata a celebrare il processo, oberata da un carico di lavoro che va oltre le sue possibilità, riesca a svolgere le sue funzioni. Nessun problema a condividere l’iniziativa con altri partiti. È interesse di tutti i bresciani chiudere la ferita rappresentata dalla strage di piazza Loggia, una ferita ancora aperta dopo 50 anni».

Un appoggio lo assicura anche Adriano Paroli, senatore di Forza Italia, ex sindaco della città. «Penso che il Tribunale di Brescia abbia uomini e mezzi per garantire la celebrazione del processo. In ogni caso, dovesse rendersi necessario un intervento - dice l’ex primo cittadino - sarò a disposizione come sempre: l’accertamento della verità processuale sulla strage di piazza della Loggia è di importanza prioritaria per la nostra città e, se ci sarà bisogno di un intervento per sollecitare potenziamento di organico e risorse, di sicuro farò la mia parte».

Risorse

Nella possibilità di trovare soluzioni senza dover ricorrere a passaggi parlamentari e senza dover chiedere l’intervento del ministro confida Alfredo Bazoli del Partito Democratico. «I nostri uffici giudiziari - ci ha detto il senatore Dem - hanno tutti gli strumenti per consentire la piena operatività del collegio chiamato a gestire il processo, e mi risulta abbiano già intrapreso le iniziative necessarie a fugare le preoccupazioni, che confido quindi possano rientrare. In ogni caso, qualora fosse necessario, credo che nessun parlamentare bresciano farà mancare il proprio appoggio a eventuali richiami al ministero o al Csm affinchè si facciano carico della necessità di assicurare il buon andamento di un processo così importante per la nostra città».

Giangiacomo Calovini non nasconde la complessità della situazione. «Mancano magistrati, ma anche cancellieri e, in generale, personale amministrativo» dice il deputato di Fratelli d’Italia, che rassicura: «Il ministero si sta muovendo su entrambi i fronti. Da un lato ha già bandito tre concorsi per consentire l’accesso di circa 1.300 magistrati. La copertura urgente della pianta organica è di competenza del Csm che può disporre l’applicazione extradistrettuale di magistrati a Brescia. Per quanto concerne invece il personale amministrativo il ministero - conclude Calovini - sta valutando delle interlocuzioni locali per attingere a graduatorie regionali e comunali e procedere così all’assunzione di personale».

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