Il Ministero della Salute informa che gli accertamenti virologici sull’Hantavirus eseguiti ieri all’ospedale Sacco di Milano sul turista britannico rintracciato e posto in quarantena perché si trovava a bordo del volo Sant'Elena-Johannesburg hanno dato esito negativo. Così come negativo è il test dell'accompagnatore che viaggiava con lui in Italia.
Sono altresì negativi i test effettuati sul giovane calabrese che si trova in isolamento fiduciario e sulla turista che è stata ricoverata a Messina per polmonite e che proviene da una zona endemica dell'Argentina. I campioni di entrambi sono stati analizzati allo Spallanzani di Roma.
In Europa
«Lo Spallanzani ha un sistema di allerta che scatta, perché è proprio questa la sua vocazione. La preparazione che abbiamo ci permette di essere sereni e questa serenità vorrei trasmetterla ai cittadini – afferma Emanuele Nicastri, direttore di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell'Inmi Spallanzani –. Certo poi capisco che la notizia che sulla nave da crociera, con a bordo eminenti ornitologi, si diffonda un'infezione potenzialmente letale, attiri inevitabilmente l'attenzione mediatica».
«In realtà questa infezione è nota – aggiunge –. Gli hantavirus sono stati scoperti durante la guerra di Corea, e questo nello specifico, l'Andes, ha una trentina di anni. Il punto è che i casi sono molto rari, quindi c'è poca ricerca scientifica. I focolai sono sempre stati limitati e localizzati in varie zone dell'Argentina. Questo della Mv Hondius potrebbe essere il più grande in assoluto. I giorni di incubazione sono 42, ma è il periodo massimo. Nella maggior parte dei casi la positività si manifesta tra il settimo e il decimo giorno. Ragione per cui il fatto che i quattro passeggeri che erano sul volo Klm del 26 aprile siano asintomatici è un buon segnale».
«Per i quattro pazienti in Italia sono passate circa due settimane e da qui il rischio dovrebbe ridursi in maniera importante. Se non manifestano sintomi nei prossimi giorni, possiamo stare tranquilli» conclude.



