E se nel cuore di Gussago, al posto dell’oratorio femminile e dell’attuale sede delle Poste, sorgessero un teatro da 400-500 posti e un parcheggio sotterraneo a servizio del paese? È la suggestione lanciata dal sindaco Giovanni Coccoli, che torna a parlare del futuro dell’area di via Richiedei e conferma l’esistenza di un dialogo avviato da tempo con la parrocchia per l’eventuale acquisizione dell’immobile.
La perizia
«L’ipotesi dell’acquisto dell’oratorio femminile era stata proposta dall’allora parroco don Renato Musatti - spiega il sindaco -. Con l’arrivo di don Giorgio abbiamo proseguito il confronto insieme alla parrocchia e al Consiglio pastorale. Sia noi sia la parrocchia abbiamo incaricato un esperto per una perizia che ci permetta di capire il valore dell’immobile e verificare la sostenibilità dell’operazione».
L’area, oggi di proprietà parrocchiale, è stata inserita dal Comune già dal 2021 nel Piano di governo del territorio come spazio destinato a servizi pubblici. Una scelta non casuale. «L’oratorio femminile fu realizzato grazie ai sacrifici e alle raccolte fondi di tanti parrocchiani - sottolinea Coccoli -. La parrocchia vuole che quell’area continui a essere destinata alla collettività e questa è una volontà che condividiamo pienamente». Da qui nasce l’idea di un progetto più ampio per il centro storico.
Vantaggi
«Vedremmo molto bene la realizzazione di un teatro da 400 o 500 posti, magari accompagnato da un parcheggio sotterraneo - prosegue il sindaco -. Sarebbe un intervento capace di valorizzare ulteriormente il centro del paese e di offrire nuovi servizi ai cittadini». L’eventuale autosilo potrebbe infatti rispondere a una delle criticità più avvertite soprattutto nelle giornate di mercato. «Il sabato molte persone girano a lungo alla ricerca di un posto libero e non mancano i parcheggi improvvisati - osserva Coccoli -. Un parcheggio in quella posizione sarebbe utile non solo per il teatro, ma per tutto il paese». Nella visione dell’Amministrazione rientrerebbe anche il futuro dell’attuale sede delle Poste.
«L’idea, guardando al lungo periodo, potrebbe essere quella di spostare l’ufficio postale dall’attuale prefabbricato in piazza e ripensare complessivamente quell’area insieme all’oratorio femminile». Per ora si resta nel campo delle valutazioni preliminari. Le perizie dovranno chiarire il valore dell’immobile e la sostenibilità economica dell’operazione.
«Abbiamo valutazioni importanti da fare dal punto di vista del bilancio, ma l’obiettivo rimane. Per noi è fondamentale che l’area non finisca in mano ai privati e continui a svolgere una funzione pubblica».



